Vendita di file usati, dopo la RIAA anche la EMI dichiara guerra a ReDigi

Che l'idea di business di ReDigi,  fondata sulla vendita di file Mp3 "usati" già regolarmente acquistati presso un negozio legale di musica digitale, non piacesse alle major discografiche era apparso chiaro già lo scorso mese di novembre, quando l'associazione di categoria Recording Industry Association of America (RIAA), in nome e per conto di Universal, Sony, EMI e Warner, aveva intimato ai titolari dell'impresa (lanciata sul mercato appena un mese prima) di interrompere il servizio. A ribadirlo ulteriormente, nei giorni scorsi, è stata un'azione giudiziaria intentata a New York dalla stessa EMI, che mette in discussione i principi e le implicazioni che stanno alla base della tecnologia sviluppata dalla società e del suo modus operandi: il suo amministratore delegato, John Ossenmacher, sostiene infatti che il passaggio del file dal disco fisso del pc del venditore ai server di ReDigi avviene istantaneamente, senza implicare alcuna copia; la major inglese contesta questa interpretazione, e afferma che" proprio la creazione di copie non autorizzate dei file dà luogo alla violazione delle leggi che proteggono i detentori dei diritti, etichette e artisti interpreti.
Entrambe le parti in causa, inoltre, si appellano alla norma della cosiddetta "firs-sale doctrine" inclusa nel Copyright Act americano. Secondo ReDigi, la disposizione che consente di rivendere un disco "fisico" (un Lp, una musicassetta o un Cd) senza chiederne il permesso ai titolari dei copyright si applica anche ai supporti digitali; nella sua obiezione di novembre cui aderisce la EMI la RIAA scriveva invece che la "first-sale doctrine" non permette all'acquirente della registrazione di farne una copia, venderla e distruggere l'originale.  
  

Dall'archivio di Rockol - Gli album essenziali del rock italiano anni Novanta
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.