Confusione sul Dvd musicale, l'industria discografica si toglie dalla mischia

Nella "lotta degli standard" che rischia di vanificare l'impatto sul mercato mondiale del Dvd, il supporto digitale del futuro, l'industria discografica ha deciso di fare come Ponzio Pilato e di rimanere alla finestra.
Il comitato di indirizzo istituito dalla federazione internazionale dei discografici Ifpi insieme con le associazioni nazionali americane e giapponesi ha deciso infatti di non appoggiare ufficialmente né il sistema Dvd brevettato dall'alleanza Philips-Sony, né quello proposto da Warner e sostenuto da Toshiba, i due standard che si contendono fin d'ora il futuro mercato del Dvd musicale.
Entrambi i sistemi di riproduzione si basano sull'utilizzo della tecnologia audio digitale multicanale, che impiega un numero più elevato di diffusori rispetto ai normali sistemi stereofonici per offrire all'ascoltatore un effetto "surround" e una profondità sonora simili a quelli forniti oggi da molte sale cinematografiche. L'industria discografica si è trovata anche costretta a fare marcia indietro rispetto a una delle sue richieste iniziali, che riguardava la compatibilità "retroattiva" tra il Dvd e i lettori Cd tradizionali: sarebbe troppo costoso, ha ammesso il comitato internazionale dei discografici, fabbricare dischi che funzionano, sia pure con prestazioni ridotte, sugli impianti audio tradizionali. Chi acquisterà un lettore Dvd potrà invece utilizzarlo anche per ascoltare, in stereo, i Cd audio già in suo possesso. La scelta tra gli standard Philips/Sony e Warner/Toshiba, ha concluso salomonicamente l'International Steering Committee dell'industria discografica, spetterà alle singole case e ai consumatori.
Le prime sembrano orientate in maggioranza verso il sistema Warner, che offre un maggior numero di opzioni e per il quale la casa produttrice non richiede il pagamento di alcuna licenza. Quanto ai consumatori, il rischio è che finiscano per non capirci più nulla, come hanno riconosciuto sottovoce gli stessi esponenti dell'industria: evidentemente, le sanguinose battaglie del passato tra Vhs e Betamax e tra Minidisc e DCC non hanno insegnato nulla...
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