Congresso USA e antitrust contrari all'accordo Vivendi-MP3.com?

L’annunciata acquisizione del sito MP3.

com da parte del gruppo Vivendi Universal per 372 milioni di dollari (vedi news), già approvata dagli azionisti di maggioranza della Web company statunitense, potrebbe ancora essere bloccata dal Congresso USA e dalle autorità antitrust. Lo sostengono alcuni analisti e osservatori americani, secondo cui il repentino cambio di atteggiamento manifestato dalla major, fino a pochi mesi fa strenuo avversario della società di Michael Robertson nelle aule di tribunale, potrebbe insospettire i politici di Washington e indurli a pensare che le battaglie sui copyright sostenute da Vivendi Universal fossero in realtà finalizzate ad acquisire una posizione di controllo sul mercato della musica on-line. Se si legge l’intera vicenda come una serie di fasi in successione in cui Universal è ricorsa in giudizio contro MP3.com per dissanguarne le finanze e sminuirne il valore di mercato prima di avanzare un’offerta di acquisto, l’intera operazione potrebbe risultare sgradita a qualche membro del Congresso, ha sintetizzato Eric Scheirer, un analista di Forrester Research, al Financial Times. I dubbi di una parte del mondo istituzionale circa l’evoluzione del mercato on-line, d’altra parte, erano già emersi la scorsa settimana nel corso di un’udienza parlamentare convocata per discutere delle royalty spettanti ad autori e editori in materia di Webcasting (vedi news) : in quell’occasione il deputato democratico Howard Berman aveva esplicitamente chiesto ad Edgar Bronfman jr (vice presidente esecutivo di Vivendi Universal) se per caso obiettivo delle major non fosse quello di esercitare una sorta di monopolio sulla distribuzione della musica on-line. .


L’annuncio del matrimonio Vivendi-MP3.com ha sollevato già qualche malumore anche tra le etichette rivali (preoccupate del fatto che Universal possa controllare i prezzi di vendita on-line del repertorio regolarmente licenziato al sito per lo sfruttamento in rete ed ora ereditato dalla major) e nella comunità artistica (la Recording Artists Coalition, guidata da Don Henley, si è dichiarata preoccupata della nascita di un nuovo oligopolio delle major nel settore della musica “digitale”). Tacciono, invece, almeno per il momento, i funzionari dell’antitrust: ma sono in molti a giurare che le autorità preposte alla tutela della concorrenza e dei consumatori hanno già drizzato le orecchie e si preparano ad esaminare seriamente la questione.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.