USA, un'indagine governativa conferma il crollo delle vendite on-line

USA, un'indagine governativa conferma il crollo delle vendite on-line
Tempi duri per Amazon, CDNow e gli altri maggiori siti di commercio elettronico presenti sul Web. Che il settore delle vendite on-line stesse vivendo un periodo di profonda crisi in tutto il mondo, a cominciare dal suo mercato trainante (gli Stati Uniti), lo si sapeva da tempo: e ora un’ulteriore conferma arriva da un rapporto appena pubblicato dal governo USA che riguarda i primi tre mesi di quest’anno e offre una fotografia piuttosto chiara della brusca inversione di tendenza registrata a cavallo del nuovo anno dagli acquisti effettuati in rete. Il valore complessivo di questi ultimi, infatti, è crollato del 19,3 % (a poco meno di 7 miliardi di dollari) rispetto all’ultimo trimestre del 2000, quando invece il settore aveva registrato un’impennata del 35,6 % (complici anche le spese natalizie). Si tratta, secondo il ministero del commercio che ha raccolto i dati, della prima flessione rilevata nel commercio on-line da quando gli organi governativi hanno iniziato a monitorare il fenomeno. La congiuntura ha frenato nello stesso periodo anche le vendite nel settore commerciale tradizionale, ma in questo caso il calo (di poco superiore al 10 %, per 675 miliardi di dollari), è risultato circa la metà rispetto a quello registrato dai siti di e-commerce. La percentuale degli acquisti on-line sul totale di quelli effettuati dai consumatori americani è scesa di conseguenza nuovamente sotto l’1 %, anche se va detto che il campione selezionato dai ricercatori non comprende alcune attività commerciali importanti come la vendita di biglietti per viaggi aerei o per concerti, includendo invece gli acquisti effettuati da clienti residenti fuori degli Stati Uniti.
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