Sorpresa: per l'Ofcom inglese l'Italia leader nei consumi musicali online

Uno dei luoghi comuni del mercato discografico - suffragato in buona parte dai dati di vendita - sostiene che l'Italia sia un Paese ancora poco digitalizzato. Tuttavia, l' "International Communications Market Report" appena pubblicato dall'Ofcom (l'autorità che regola le telecomunicazioni nel Regno Unito) propone risultati diversi e decisamente sorprendenti: da un sondaggio effettuato a livello mondiale, infatti, risulterebbe che il 14 per cento degli utenti Internet italiani acquisti regolarmente contenuti online (non solo musica ma anche giornali, e-books, applicazioni per telefonini, film e programmi tv, ); più di quanto avviene nel Regno Unito (8 per cento), negli Stati Uniti e in Australia (7 per cento), in Germania (5 per cento) e in Francia (4 per cento). D'altra parte, ben il 12 per cento dei nostri connazionali risponde di non sapere se acquista contenuti online, mentre sono l'11 per cento quelli che "talvolta acquistano contenuti online", il 13 per cento quelli che "raramente acquistano contenuti online" e il 49 per cento "quelli che non acquistano mai contenuti online" (percentuale inferiore, comunque, a quella registrata negli altri maggiori Paesi industrializzati: la più alta, 61 per cento, si riscontra in Francia).
Dalla ricerca risulta inoltre che l'utilizzo di Internet per scaricare o ascoltare contenuti audio (come brani musicali e podcast) sia particolarmente diffuso in Italia, dove il 46 per cento degli intervistati sostiene di usare la connessione Internet casalinga a questo scopo.
Che gli italiani millantino qualcosa che non corrisponde a verità?, si chiede il sito PaidContent:UK commentando la ricerca. Considerando i dati pubblicati prima dora e trattandosi di sondaggi basati su interviste, ovviamente è più che possibile: ma il dato resta interessante, o quantomeno curioso.
 

    Uno dei luoghi comuni del mercato discografico - suffragato in buona parte dai dati di vendita - sostiene che l'Italia sia un Paese ancora poco digitalizzato. Tuttavia, l' "International Communications Market Report" appena pubblicato dall'Ofcom (l'autorità che regola le telecomunicazioni nel Regno Unito) propone risultati diversi e decisamente sorprendenti: da un sondaggio effettuato a livello mondiale, infatti, risulterebbe che il 14 per cento degli utenti Internet italiani acquisti regolarmente contenuti online (non solo musica ma anche giornali, e-books, applicazioni per telefonini, film e programmi tv, ); più di quanto avviene nel Regno Unito (8 per cento), negli Stati Uniti e in Australia (7 per cento), in Germania (5 per cento) e in Francia (4 per cento). D'altra parte, ben il 12 per cento dei nostri connazionali risponde di non sapere se acquista contenuti online, mentre sono l'11 per cento quelli che "talvolta acquistano contenuti online", il 13 per cento quelli che "raramente acquistano contenuti online" e il 49 per cento "quelli che non acquistano mai contenuti online" (percentuale inferiore, comunque, a quella registrata negli altri maggiori Paesi industrializzati: la più alta, 61 per cento, si riscontra in Francia).
    Dalla ricerca risulta inoltre che l'utilizzo di Internet per scaricare o ascoltare contenuti audio (come brani musicali e podcast) sia particolarmente diffuso in Italia, dove il 46 per cento degli intervistati sostiene di usare la connessione Internet casalinga a questo scopo.
    Che gli italiani millantino qualcosa che non corrisponde a verità?, si chiede il sito PaidContent:UK commentando la ricerca. Considerando i dati pubblicati prima dora e trattandosi di sondaggi basati su interviste, ovviamente è più che possibile: ma il dato resta interessante, o quantomeno curioso.
     

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