Il ritorno 'Rosasporco' di Angela Baraldi

Il ritorno 'Rosasporco' di Angela Baraldi
Da un po’ di tempo, le notizie su Angela Baraldi arrivavano con una certa sporadicità. La trentaseienne cantautrice bolognese scoperta da Lucio Dalla aveva inciso l’ultimo album, “Baraldi Lubrificanti”, nel 1996 e da allora la sua attività si è divisa fra il cinema e i concerti, oltre alla collaborazione con i Delta V concretizzatasi nella realizzazione di un brano (“Silenzi”) finito sul loro album “Psychobeat”. Poi, da una parentesi londinese è nato l’incontro con il produttore Roberto Vernetti (Ustmamò, La Crus, Francesca Lago, Delta V, La Pina, Elisa, ecc.) e finalmente il nuovo album “Rosasporco”, registrato a Londra con la coproduzione di Phil Palmer. “Io non conoscevo personalmente Roberto Vernetti. – racconta la Baraldi - Forse per un disco rock era il produttore meno adatto, essendo lui normalmente alle prese con altri tipi di sonorità, ma è un bravissimo programmatore. Io avevo sì intenzione di fare un disco rock, ma con sonorità attuali, e sapevo che lui avrebbe interpretato i pezzi in modo meno scontato. Le mie sono canzoni molto semplici, senza grosse pretese dal punto di vista musicale, ma avevano bisogno di un suono particolare. E quindi, quando Roberto mi ha detto che era stanco del trip hop e di tutte le cose che aveva fatto fino a quel momento e aveva voglia di fare qualcosa di diverso anche per lui, ho capito che la collaborazione sarebbe stata possibile. Poi è stato lui a cercare Phil Palmer per la coproduzione e quest’ultimo ha chiamato i musicisti”. Con Palmer, Dr. Cat, Geoff Dugmore, Gavin Harrison, Adriano Molinari, John Giblin, Chucho Merchan, Stefano Carrara e Aidan Love, Angela ha realizzato un disco fondamentalmente rock, ricco di energia e di rabbia “soprattutto nei testi – come afferma l’artista -; però è una rabbia mista a ironia. In realtà non mi sono presa molto sul serio da questo punto di vista. Ho espresso un po’ di livori, di rabbie mie personali, e c’è uno sfogo di base molto sano, ironico. Il titolo dell’album già dà un senso a tutti i testi messi insieme tramite una visione femminile, un po’ più ruvida e meno accomodante. Diciamo che ho cercato di dire delle cose senza pormi il problema della ricerca poetica. Il lato più coerente di questo disco sta principalmente nei testi più che nelle musiche con le quali abbiamo spaziato senza tanti problemi divertendoci innanzitutto a sfruttare la situazione, visto che eravamo a Londra in uno studio con musicisti che sono stati al fianco dei miei vecchi idoli (Iggy Pop, Killing Joke, ecc.). Questo mi ha motivato molto, ma la musica è uscita liberamente provando i pezzi non più di due o tre volte. Poi c’è stato un secondo lavoro di programmazione nello studio di Vernetti, dove abbiamo costruito un’elettronica subliminale, che non si sente molto perché il disco è assolutamente suonato. Una volta che avevamo testi convincenti e delle melodie che ci piacevano, siamo partiti senza porci il problema dello stile ma piuttosto quello dell’energia e di un suono di un certo tipo che penso di non essere mai riuscita a raggiungere prima”.
“Rosasporco" è quindi un disco immediato, istintivo, nella realizzazione del quale la cantante bolognese si è divertita molto (rifacendo anche un brano di Wendy & Lisa e la celebre "You really got me" dei Kinks): “La maggior parte delle cose scritte c’erano già prima ancora che contattassi dei produttori: testi dall’impronta rock con un modo diretto di esternare le cose. Una volta che ho visto Roberto e gli altri convinti dei testi e una volta capito che comunicavano esattamente ciò che volevo dire, la realizzazione di questo disco è stata molto facile”.
Ora Angela Baraldi è concentrata sulla promozione dell’album e rimanda il tour al prossimo autunno: “Vorrei uscire con un live set veramente potente. Durante l’estate parteciperemo probabilmente a qualche iniziativa, ma non credo di affrontare una tournée da sola almeno fino a settembre, all’apertura dei club”.
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