Le donne (e la musica) di Julio Iglesias nel nuovo disco in italiano

Le donne (e la musica) di Julio Iglesias nel nuovo disco in italiano
Abito scuro, ciuffo tinto d'ordinanza, sorriso abbagliante e abbronzatura impeccabile. Poco dopo le dodici Julio Iglesias, 57 anni, si è presentato così nel lussuoso albergo romano dov'è stata organizzata la conferenza stampa per la presentazione del suo nuovo album in italiano, "Una donna può cambiar la vita", raccolta di dodici canzoni del suo sterminato repertorio (ci sono anche "Pensami" e "Sono un pirata sono un signore") alle quali ha aggiunto due composizioni inedite: quella che dà il nome al disco e un'altra intitolata "Il destino".
Saluti, baci e abbracci a tutti i presenti e subito il cantante spagnolo (con 120 milioni di dischi venduti è il recordman del settore, davanti a Michael Jackson e Barbra Streisand, ndr) ha iniziato a parlare di sé e della sua carriera.
"Sono felicissimo perché da quindici giorni sono diventato padre di due gemelle. E così adesso ho sette figli. Queste due, però, assomigliano tanto al mio giardiniere...", ha detto scherzando. "Cosa penso di mio figlio Enrique? Tutto il bene possibile", ha risposto senza esitazioni (in passato è stato scritto che Iglesias fosse geloso del successo del figlio, ndr). "Ha classe ed è un ragazzo molto intelligente. Spero che artisti come lui e Ricky Martin abbiano la mia stessa fortuna: cantare per tre generazioni. Quello che ho avuto io è miracoloso, mentre oggi i protagonisti della musica popolare vengono bruciati troppo in fretta. In tanti anni ho visto molti artisti passare e pochi restare. Io dopo trentasei anni sono ancora qui e ringrazio Dio per questo. Dal Signore ho avuto un po' di talento e solo nella musica. Di mio ho messo la disciplina".
Sciupafemmine leggendario (negli hotel di Las Vegas lo venerano come un dio perché si dice che faccia la doccia alle sue accompagnatrici con il Dom Perignon) e spendaccione come pochi altri (resta comunque saldamente in testa alla classifica degli uomini di spettacolo più ricchi del mondo, ndr), Iglesias in un clima sempre più divertente ha poi dato un saggio del suo talento anche nel campo del trash. A chi gli ha chiesto se i giovani cantanti, fra i quali anche Enrique Iglesias, non siano soltanto "figli degli effetti speciali", ha risposto abbassando la testa e ripetendo la domanda.
Insomma, più pirata che signore.
"Ho fatto questa seconda antologia in poco più di due anni", ha poi spiegato con sincerità "perché sono un po' pigro e non mi sento molto motivato a realizzarne uno di inediti. Per farlo ho bisogno di un anno e mezzo di lavoro e forse dopo il tour in Italia...". Già, con l'organizzazione di Adriano Aragozzini, dopo vent'anni Iglesias tornerà a cantare in Italia il 16 giugno al Teatro Greco di Taormina, il 20 nella Curva sud dello stadio Olimpico e il 23 a Venezia (in questa occasione Raidue riprenderà lo show). "Di cosa ho paura? Di morire e di essere dimenticato", ha detto ancora. "Quale musica ascolto? Nessuna. Canto, perché altrimenti morirei, e basta. E poi i miei gusti si sono fermati a Sinatra, Beatles, Stones, Police e Madonna. I giovani non li capisco. Pavarotti? Il più grande. Da anni parliamo di fare un disco insieme ma poi non ci riusciamo mai. Cinema? Ho recitato in un film, il più brutto mai realizzato. Nella vita meglio fare una cosa sola...".
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