Bedroom Rockers: partire dagli anni '80 per arrivare al 2001

Fred Ventura ed Enrico Colombo sono due musicisti che si sono fatti conoscere non solo in ambito nazionale, ma anche internazionale, passando dalla new wave anni ’80 alla dance senza rinunciare a delle puntate in territori sperimentali. Colombo inizia nel 1984 come cantante e chitarrista degli Art Boulevard, poi fonda gli Orange Party e quindi a sua volta nei primi anni ’90 lo ritroviamo impegnato in diverse produzioni dance/elettroniche. Nel 1996 i due decidono di unire le forze per lavorare ad alcuni progetti dell’etichetta Milano 2000 e contemporaneamente iniziano a raccogliere delle sperimentazioni “estemporanee” e non finalizzate al pop, che archiviano sotto il nome di Bedroom Rockers. Il 18 maggio è la data d’uscita di “The tundra workshop”, una raccolta di suoni e ambientazioni nelle quali si riflette una moltitudine di influenze che vanno dalla psichedelica vintage all’elettronica tedesca.
“Volevamo semplicemente fare un disco che ci rappresentasse e che fosse nostro, visto che abbiamo lavorato tanto per altri artisti. È venuto il momento di raggruppare le idee raccolte per anni, così ci siamo isolati per un po’ da quello che è il nostro lavoro tipico e abbiamo dato sfogo alle nostre emozioni in maniera molto istintiva” spiega Fred a Rockol. Il disco ricorda molte atmosfere tipiche della new wave e di certo pop anni ’80, un’eredità che non viene di certo rinnegata dai due, anzi: “Quello che senti quando hai 20 anni, ti influenza e ti resta dentro. Anche perché sono ascolti che fai più istintivamente perché appartieni a un branco e comunque perché sei curioso e ricettivo verso tutto quello che ti arriva. Comunque siamo consapevoli di vivere nel 2001, sappiamo quello che ci sta attorno, ma partiamo sempre da lì. Il mio stile chitarristico risale molto a quel periodo. Certo che un certo sapore new wave salta fuori, senza nessun problema, anzi ne siamo fieri”, riconosce Enrico.
In “The tundra workshop” troviamo solo due brani cantati, “The sound of confusion” con alla voce Raffaella De Stefano dei Madreblu e “Nothing else matters” (niente a che fare con i Metallica) con ospite Odette Di Maio, ex vocalist dei Soon. Due omaggi in qualche modo alla tradizione italiana più classica, che però non cambiano la natura sostanzialmente suonata dell’LP. Per il futuro, vista la scarsa propensione dei due a suonare in situazioni da “globuli rossi zero”, prima di decidere se partire in tour si aspetterà la risposta del pubblico, perché come spiega Fred: “Siamo nati come combo da studio e abbiamo bisogno di tempo per capire se possiamo portare la nostra band dal vivo. Non vogliamo fare uno show con un paio di immagini sullo sfondo e noia mortale: è meglio dare niente che poco”.

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