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Anche Aimster (dopo Napster) sotto osservazione

Cominciano a proliferare sul Web i software che promettono ad artisti, autori ed etichette discografiche di rintracciare gli MP3 illegali diffusi attraverso i servizi di “file sharing” presenti sulla rete. Dopo il SongBird lanciato dal giovane studente Travis Hill (vedi news) con il sostegno dell’industria discografica, è ora la volta di un programma perfezionato dalla società newyorkese MediaForce: quest’ultima sostiene di essere in grado di identificare i file musicali non autorizzati scambiati attraverso il network di Aimster, sviluppatore di un programma che utilizza i servizi di messaggeria istantanea presenti su Internet e che consente la ricerca di file musicali su servizi di “file sharing” come Napster e Gnutella. La settimana scorsa (vedi news) la stessa Aimster era ricorsa alla giustizia americana per vedere riconosciuta la propria legalità nei confronti delle accuse avanzate dall’associazione dei discografici, sostenendo che il suo sistema di scambio, a “circuito chiuso” e basato su codici criptati, è tutelato dalle norme che garantiscono la privacy. MediaForce ritiene di poter superare anche questo ostacolo, in quanto l’identificazione dei brani che infrangono i diritti d’autore avverrebbe senza violare i messaggi in codice utilizzati dagli utenti del sistema.
    Cominciano a proliferare sul Web i software che promettono ad artisti, autori ed etichette discografiche di rintracciare gli MP3 illegali diffusi attraverso i servizi di “file sharing” presenti sulla rete. Dopo il SongBird lanciato dal giovane studente Travis Hill (vedi news) con il sostegno dell’industria discografica, è ora la volta di un programma perfezionato dalla società newyorkese MediaForce: quest’ultima sostiene di essere in grado di identificare i file musicali non autorizzati scambiati attraverso il network di Aimster, sviluppatore di un programma che utilizza i servizi di messaggeria istantanea presenti su Internet e che consente la ricerca di file musicali su servizi di “file sharing” come Napster e Gnutella. La settimana scorsa (vedi news) la stessa Aimster era ricorsa alla giustizia americana per vedere riconosciuta la propria legalità nei confronti delle accuse avanzate dall’associazione dei discografici, sostenendo che il suo sistema di scambio, a “circuito chiuso” e basato su codici criptati, è tutelato dalle norme che garantiscono la privacy. MediaForce ritiene di poter superare anche questo ostacolo, in quanto l’identificazione dei brani che infrangono i diritti d’autore avverrebbe senza violare i messaggi in codice utilizzati dagli utenti del sistema.

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