Riva Starr: 'Ecco i miei beat, tra passione italiana e clubbing internazionale'

Riva Starr: 'Ecco i miei beat, tra passione italiana e clubbing internazionale'

Che Riva Starr sia uno dei nomi più gettonati della scena clubbing odierna, non c'è alcun dubbio. Il dj e producer napoletano, all’anagrafe Stefano Miele, trapiantato a Londra da qualche anno, ha all'attivo svariati remix di artisti come Gossip, Estelle e Usher, nonché collaborazioni con nomi eccellenti della consolle. Rockol ha raggiunto Riva per chiacchierare con lui del suo lavoro, della sua "italianità" e dei suoi progetti futuri. "Ho cominciato a fare il dj da ragazzino, la passione per la consolle è arrivata molto presto. All'inizio mi sono avvicinato all'hip hop e alla dubstep; successivamente, con un passaggio graduale, mi sono dedicato all'elettronica. La svolta è avvenuta nel 2006, quando un produttore, dopo aver ascoltato un paio di miei pezzi, mi ha chiesto di collaborare con lui. Il primo remix che ho prodotto, però, è stato quello in versione drum and bass di 'Acida' dei Prozac+ nel '98 con un programmino per PC; dopo c'è stata tanta gavetta nei club storici di Napoli e la mia voglia di spingere l'elettronica sul dancefloor quando si ballava solo la techno. Ora vivo stabilmente a Londra ma giro moltissimo: sono tornato da poco da una bellissima esperienza in Asia e a breve ripartirò per Mosca. Passo dai venticinque gradi di Singapore al gelo polare, una bella escursione termica! Sto anche lavorando al mio secondo album, non posso rivelare molto a riguardo, ma di certo posso dire che avrà una sonorità più musicale: ho coinvolto numerosi musicisti e cantanti in questo progetto per cercare di creare qualcosa di diverso, che vada oltre il concetto classico di clubbing", racconta Stefano. Chiediamo al dj quanto siano importanti le sue radici italiane e quanto ci sia di "nostrano"nelle sue produzioni: "Le mie origini sono determinanti nel mio modo di fare musica: c'è molto di italiano nei miei beat. La passione è fondamentale per fare sia il dj che il produttore, come è importante sperimentare, mettersi sempre alla prova, creare cose innovative e soprattutto divertirsi. Non si può sempre rimanere uguali a se stessi per replicare il successo ottenuto da un brano o per paura di rischiare. Se fare il dj diventa un mestiere per accumulare denaro, allora si svilisce tutto, anche la produzione stessa. Come dicevo prima, il mio nuovo lavoro sarà album non solo destinato ad un pubblico da club, ma anche a chi non è un abituale fruitore di musica electro/house. Sto cercando di creare un disco organico in modo da abbattere questa barriera che vorrebbe dividere chi è un 'clubber' da chi non lo è, catalogazione tipica del nostro Paese e riscontrabile in tutti i generi musicali. Per fare ciò, sto coinvolgendo artisti italiani, appunto perché per me le radici sono fondamentali e la nostra scena musicale vanta nomi di tutto rispetto, ed è ora che anche nel resto del Mondo comprendano che possiamo offrire qualcosa che va oltre gli stereotipi. Non ho mai fatto mistero di essere italiano nella mia carriera, anzi, ne sono sempre andato fiero, e cerco di esportare il nostro 'made in Italy' artistico come posso: con la mia etichetta, Snatch!, sto producendo anche beatmaker nostrani, e suonano davvero forte, ve lo posso garantire", afferma Miele. E la collaborazione con i Sud Sound System?: "Il mio studio delle sonorità tradizionali e delle musiche popolari risale ai tempi del mio progetto di tesi per la facoltà di Sociologia dell'Università Orientale di Napoli. Ho mixato suoni tipicamente clubbing con pizzica e taranta, ed è nato il disco 'Glocalizm', molto crossover. I Sud Sound System amano giocare come me con i suoni: mescolano hip hop a raggamuffin, con un risultato davvero eccellente. Dal nostro incontro è nato 'Orizzonti', un brano che è piaciuto molto anche ai miei colleghi internazionali, tanto da arrivare fino alla consolle del Sonàr di Barcellona, un orgoglio pazzesco", dice Stefano. "Vivere a Londra mi ha permesso di respirare aria nuova, di avere una prospettiva diversa con cui guardare le cose. Ho deciso di trasferirmi nella capitale inglese per una questione di vicinanza alla scena clubbing britannica, che ho sempre seguito. I miei 'maestri' sono tutti sudditi di Sua Maestà, Fatboy Slim compreso, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare per il pezzo 'Get naked'. Gli avevo fatto ascoltare un paio di remix di suoi pezzi che avevo realizzato in passato, a lui sono piaciuti e abbiamo deciso di lavorare a qualcosa di nostro. Il brano è stato realizzato anche nella versione club mix da Carl Cox, uno dei miei miti di sempre. Ora siamo diventati amici, io e Carl, e suoniamo spesso insieme tra serate e festival. Non me lo sarei mai aspettato, arrivare fino a qui è un sogno che si realizza, è davvero incredibile", prosegue il producer napoletano. Domandiamo all'artista quando lo potremmo rivedere nei club italiani: "Ora mi concentro sul disco che ho in produzione, non sto pianificando un vero e proprio tour, anche se farò due date in Italia, a Roma e Reggio Emilia. Poi ci rivedremo intorno a marzo, prevedo date nelle principali città della Penisola, dopo la Conference di Miami, alla quale partecipo con la mia etichetta. Vi consiglio di tenere d'occhio Pirupa, dj di Teramo, e i Jet Project, duo electro di Belfast, ne sentirete parlare. Ritornando ai miei progetti futuri, se potessi esprimere il sogno dei sogni, mi piacerebbe poter realizzare una collaborazione con Thom Yorke, leader dei Radiohead. Ha già realizzato un paio di brani con i Modeselektor, potrei avere qualche possibilità anch'io, no?", conclude Riva Starr.

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