Da lunedì 24 nei negozi il nuovo album di Robert Miles

Uscità tra pochi giorni, ed esattamente lunedì 24 novembre, il nuovo album di Robert Miles, quello di "Children". Il DJ, musicista e produttore italiano (al secolo Roberto Concina, 28 anni, udinese) si presenta forte di dati di vendita veramente impressionanti. La sua dance, che in gergo si chiama "dream", è infatti stata comprata in tredici milioni di pezzi. Tale cifra si riferisce, beninteso, alle vendite complessive dei singoli "Children", "One & One" e "Fable", più l'album "Dreamland". Da notare che 500.000 copie sono state comprate negli USA, terra normalmente tabù per gli italiani. Ed ora il nuovo album, intitolato "23 AM", dovrebbe confermare tutte le potenzialità dell'artista udinese. Il tracklisting dell'album è questo: "Introducing"

"A new flower"
"Everyday life"
"Freedom" (il singolo uscito il 10 novembre)
"Textures"
"Enjoy"
"Flying away"
"Heatwave"
"Maresias"
"Full moon"
"Leaving behind"

ma avvertiamo da subito che tutti i brani sono praticamente "di fila", come un'unica suite in vari movimenti.

Durante la conferenza stampa di lunedì 17 novembre, svoltasi all'Old Fashion di Milano, Miles/Concina si è mostrato molto serio, ma forse era solo emozionato. Per prima cosa ha spiegato che ha una vera e propria avversione per il termine "popstar"; tale non si sente per nulla, ha detto. Poi ha spiegato che abita a Londra da un anno e mezzo, e che questo nuovo album è nato da un viaggio in tutto il mondo (luoghi preferiti: Sudafrica e Brasile), durante il quale ha registrato ben 500 samples poi finite sull'album. Miles ha poi spiegato, anche se bene non si è capito, da dove nasce il titolo "23 AM". "E' un tempo che non esiste", ha detto tra una sigaretta e l'altra, "che però mi ha detto la mia segreteria telefonica". Domanda Rock Online: "Ma gli inglesi, anzi i londinesi, cosa ne pensano dei nuovi musicisti italiani dopo gli esempi di Zucchero e Bocelli?". Miles: "Io sono entrato nelle classifiche inglesi anche perché mi sono messo un nome inglese, altrimenti non so, avrei forse avuto dei problemi. Loro sono piuttosto nazionalisti. Credo che però prima o poi le cose possano cambiare, stiamo andando bene dappertutto, non si vede perché in Gran Bretagna no". Il vostro corrispondente continua a chiedersi cosa i londinesi pensino dei nuovi musicisti italiani, ma non importa. C'è poi tempo per una polemichetta con la Ariola, che distribuirà il disco in America (secondo lui sono più avvezzi a trattare roba tipo Whitney Houston) e per far intendere che, stavolta sì, un tour ci sarà. Quando? In tarda primavera. Ovviamente nelle discoteche, no? No. Miles e soci stanno pensando a luoghi alternativi, forse teatri. Ma questo lo sapremo solo più avanti. .

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