Musica 'piratata': la nuova frontiera sono i telefonini

Una minaccia analoga a quella rappresentata da Napster si profila per l’industria discografica mondiale: lo sostiene il quotidiano economico Financial Times, citando lo studio di una società britannica di monitoraggio su Internet , secondo cui nei mesi a venire il terreno di scontro tra detentori dei copyright e Web company si allargherà al settore della telefonia mobile. Nel mirino, i siti che consentono agli utenti di scaricare gratuitamente sul cellulare le suonerie contenenti classici e successi del momento. Envisional, una società di software specializzata nel controllo della rete alla ricerca di siti che violano i diritti dei suoi clienti, ha lanciato l’allarme: su Internet, quella di scaricare le suonerie per i telefonini è diventata una vera e propria moda tra i più giovani utenti, e nella rete si contano non meno di 1.400 siti specializzati. Secondo la società, i siti in questione addebitano normalmente una sterlina e mezzo (4.500 lire) per ogni scaricamento, somma che serve a coprire il costo della comunicazione necessaria a trasferire il file audio all’apparecchio portatile; ben pochi, però, si preoccupano di pagare una royalty ai detentori dei diritti musicali, autori, interpreti, editori musicali e case discografiche. Considerando che l’ammontare dei file scaricati ammonta a milioni di brani ogni mese, le perdite dell’industria in termini di royalty mancate sono stimabili in decine di milioni di sterline. Secondo le indiscrezioni raccolte dal Financial Times, le case discografiche si starebbero preparando alla battaglia: nei confronti dei siti potrebbe partire una serie di cause per violazione dei copyright analoghe a quelle che da oltre un anno bersagliano Napster, MP3.com e altri siti che promuovono lo scambio gratuito di musica in rete.
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