Beppe Carletti (Nomadi): 'L'altra mia metà dell'anima si ispira a Morricone'

L'altra metà dell'anima di Beppe Carletti, cofondatore, leader e tastierista dei Nomadi, è un omonimo disco strumentale che non ti aspetti (esce il 22 novembre in tiratura limitata a tremila copie): musica "cinematografica" ispirata ai grandi maestri italiani del genere, Ennio Morricone ma anche Nino Rota e Nicola Piovani,  tredici quadretti quieti, melodici e riflessivi che traggono spunto da intime emozioni e dall'osservazione della Natura.

"Non mi si riconosce? Mi fa piacere essere una sorpresa", esordisce Carletti al telefono. "E' un lavoro, questo, che ho sviluppato nell'arco di molto tempo. Il pezzo che apre il disco l'avevo inciso addirittura otto o nove anni fa, inizialmente aveva anche un testo che poi è stato tolto. Il dialogo in inglese e il ticchettio dell'orologio che lo introducono richiamano un episodio realmente accaduto: una ragazza  che chiamava il suo ragazzo in Thailandia svegliandolo la mattina presto... Ovviamente lo abbiamo remissato aggiungendoci una voce, quella di Alessandra Ferrari, che qui canta da soprano.  Amo molto Morricone, dai tempi delle colonne sonore dei primi film western all'italiana. E se suonano cinematografici, questi brani, è perché scrivendoli mi sono immaginato delle scene, dei paesaggi. Un addio tra due amanti, una mattinata nebbiosa, i colori dell'autunno. Ogni brano fissa un'immagine o una situazione: 'La mia strada', 'L'arcobaleno'... Vivo in campagna e di mattina faccio grandi camminate: il panorama che vedo ogni giorno intorno a me mi ispira molto. Un musicista, come un pittore o un poeta, ha la fortuna di poter trasmettere con l'arte una parte della propria anima. Non c'è vera e propria autobiografia, in questo disco, ma c'è vita vissuta".


E' un disco senza parole, "L'altra metà dell'anima", ma in cui la voce umana è molto presente.

"Lo è, ma è stata usata come uno strumento. Abbellisce, addolcisce, regala poesia. La musica trasmette emozioni anche quando non è accompagnata da un testo. Suggerisce immagini e anche parole". E la voce è l'unico contributo esterno di un disco che, spiega Carletti, "ho inciso tutto da solo. Il mio unico interlocutore, e primo critico, è stato il mio fonico di fiducia, Atos Travaglini : è stato lui a dirmi cosa gli piaceva e cosa no. Gli chiedevo giudizi, non mi sono vergognato di chiedergli aiuto". Perché un'edizione limitata? "Perché il business qui non c'entra, non ci sono motivazioni economiche anche se mi dicono che le tremila copie sono già state bruciate. E' un regalo che ho voluto fare a me stesso. Per Santa Lucia, Natale e la Befana tutti insieme".


Potrebbe avere un seguito? "Non lo so. Ho la fortuna di essere abbastanza creativo, quindi altro materiale da parte ce n'è. Anche per i Nomadi, ovviamente: per la tarda primavera del 2012 avremo sicuramente un nuovo album di inediti".

 

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