Nickelback, 'Here and now': 'Una scarica rock dedicata a chi ci definisce pop'

Nickelback, 'Here and now': 'Una scarica rock dedicata a chi ci definisce pop'

"Ragazzi, voi si che il caffè lo sapete fare!", ripete sorridendo Chad Kroeger, leader dei Nickelback. Incontriamo il "biondone" canadese insieme a Ryan Peake, chitarrista della band, in occasione dell'uscita del nuovo album, "Here and now", settimo capitolo della carriera del gruppo originario di Hama, nei negozi dal prossimo 22 novembre. Cominciamo a parlare con Chad e Ryan della loro ultima fatica in studio e di come sia nata l'idea del titolo: "L'album è stato realizzato in sei mesi, per la precisione sei mesi e mezzo. Ed è stato un tempo più che sufficiente per ultimare tutti i dettagli, per renderlo davvero come volevamo noi. 'Here and now' è stato il miglior titolo che siamo riusciti a trovare nel minor tempo possibile... No. no, vi sto prendendo in giro. Scherziamo molto, siamo tutti goliardici nella band e mentre stavamo cercando un nome per il disco Daniel, il batterista, ci ha detto: 'Perchè non lo chiamiamo 'Here and now?". Abbiamo pensato, perché no? Rispecchia perfettamente il concept del disco, un lavoro che racchiude il nostro aspetto più scanzonato e sarcastico, ma è anche riflessivo e racconta le turbolenze a cui è sottoposto il nostro mondo oggi", afferma Kroeger. "La scelta del titolo è una cosa molto divertente per noi da fare tutti insieme, come quando scriviamo le canzoni. Cercavamo un titolo che potesse ben esprimere il significato dei brani e li raggruppasse in modo ottimale", aggiunge Ryan. "Questo album è un disco a tutto tondo. Ci sono brani dalle sonorità rock e brani più melodici, è un lavoro adatto a tutti i gusti. Abbiamo pensato sia ai fan che ci preferiscono in versione hard rock sia al pubblico che predilige la nostra parte più intima. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di far uscire due singoli in contemporanea:.'Bottoms up', che parla di divertimento, di bere e festeggiare tutta la notte, senza problemi, in modo spensierato, raccontato tutto in chiave rock; mentre l'altro brano è 'When we stand together', incentrato su temi sociali e su come rendere il Mondo un posto migliore. Abbiamo voluto dare un assaggio di tutto ciò che sappiamo fare, i Nickelback non sono solo ballad", continua il cantante del gruppo.

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Cogliamo l'occasione di chiedere ai due artisti come reagisce la band alla definizione di "pop music" affiancata alla loro produzione: "Non ci siamo mai sentiti pop. In questo ultimo periodo siamo stati abbastanza bersagliati in materia di critiche, ma sappiamo che tutto questo fa parte del gioco. Tutti i gruppi e i cantanti, hanno degli 'heaters'. Cosa dovrebbe dire allora Justin Bieber? Noi facciamo quello che ci piace, suoniamo per il gusto di farlo. Chi conosce il nostro background sa che abbiamo cominciato con pezzi metal come Anthrax, Slayer e siamo super fan dei Metallica. Ancora adesso, durante i momenti di pausa nei concerti intratteniamo il pubblico 'jammando' brani di quegli artisti. Ci volete ancora dire che siamo commerciali, ora?", dicono ridendo Chad e Ryan. Facciamo un salto indietro, parliamo dei primi lavori dei Nickelback, "Curbs" del 1996 e "The state" del 2000, e di quale sia il momento nella loro carriera che ricorderanno per sempre: "I nostri primi due album sono stati registrati frettolosamente, devo ammetterlo. I mezzi non erano tantissimi e ci siamo accontentati di farli uscire così com'erano. Dal 1996 sono cambiate tante cose e ne sono successe molte altre. I bei momenti passano davvero così in fretta che appena ti rendi conto che stai vivendo una bella esperienza è già storia", afferma Chad. "E' vero, i momenti belli sono quelli che passano sempre più velocemente", prosegue Ryan, "E' difficile ricordarne uno in particolare. Penso che, personalmente, rimarrà per sempre nei miei ricordi quel momento in cui, un istante prima che inizi il concerto, cadono i tendoni, sta per partire l'intro e senti quel brusio del pubblico in sottofondo... e ti dici: 'Si, è una figata'. Non sono i premi o le persone che incontri, ma queste sensazioni che, messe tutte insieme, ti fanno sentire davvero bene". Chiediamo ai musicisti se hanno in previsione un tour in Italia il prossimo anno e ci rispondono così: "Ci piacerebbe venire in Italia in concerto e faremo di tutto per venire a suonare qui, manchiamo da troppo temo. Vorremmo andare in concerto anche in in Russia, in India, in Sud Africa, in Giappone. Ci sono tantissimi fan che ci scrivono pregandoci di andare in tour dalle loro parti ma a volte siamo davvero impossibilitati. Potremmo allestire un tour dei 'Paesi trascurati' per i luoghi in cui non siamo mai stati o non suoniamo da parecchio...", propone Chad. "Concordo, magari ci potremmo esibire con un make up alla Kiss, come vi pare come idea?", ribatte Ryan, strappando una risata a tutti i presenti.

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