Impala replica alla vendita della EMI: 'Intervenga subito l'Antitrust'

Impala replica alla vendita della EMI: 'Intervenga subito l'Antitrust'

Non si è fatta attendere la replica di Impala(organismo che raggruppa e rappresenta migliaia di etichette indipendenti attive sul mercato internazionale) alla notizia della vendita della EMI: poco dopo l'annuncio ufficiale dell'acquisizione degli asset discografici della società inglese da parte di Universal, l'associazione ha ribadito per mezzo di un comunicato che si opporrà alla cessione sollecitando le autorità Antitrust a bloccare sul nascere l'operazione.

"Anche se Universal proponesse di incrementare i 500 milioni di euro di disinvestimenti che si prepara ad effettuare, l'accordo non dovrebbe essere accettato", sostiene Impala ricordando che l'ultima volta che la Commissione Europea indagò su Universal (ai tempi dell'acquisizione delle edizioni BMG) ordinò alla società di liquidare una frazione consistente di attività patrimoniali per tornare a dimensioni accettabili. "Dai tempi di quella decisione", aggiunge il comunicato, "Universal è cresciuta, il che rende ancor meno probabile che le autorità accettino nuove acquisizioni. Impala ha già chiesto alla Commissione Europea di investigare sui legami tra Universal e Live Nation".

Lo stesso approccio, secondo il presidente esecutivo Helen Smith, "dovrebbe applicarsi alla Sony se acquisterà EMI Publishing" (come viene dato per certo da fonti autorevoli).

Nella sua nota, Impala sostiene che "l'impatto di Universal è una delle cause del declino del mercato", e ricorda che "oltre l'80 per cento di nuove pubblicazioni sono prodotte da etichette indipendenti o da piccole e medie imprese come le chiamano i legislatori". L'associazione conclude osservando di "essere preoccupata che sulla questione si sprechi altro tempo quando il settore dovrebbe collaborare alla risoluzione di altri problemi importanti. Impala esprime il suo rincrescimento sul fatto che la EMI continui a indebolirsi e chiede alle autorità Antitrust di agire in fretta per ridurre gli effetti negativi che questa situazione produce sui suoi artisti".

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