Virgin punta sulla dance con l'etichetta Ultralab

Virgin punta sulla dance con l'etichetta Ultralab
Prima la Extralabels di Carlo Martelli, ora la Ultralab di Ilario Drago. La Virgin prosegue nel suo disegno di sviluppo dei repertori “alternativi” e di nicchia lanciando un nuovo marchio dance e affidandolo all’ex product manager e A&R della V2, da qualche settimana nominato responsabile A&R e marketing del suo neocostituito dance department (vedi news). Drago, 34 anni, un background professionale che include alcune delle principali indies del settore (Media, Dancework, Do It Yourself) prima di approdare in V2 due anni fa e lanciare il progetto Naive, gestirà la Ultralab come un’etichetta e un centro di profitto autonomo. Il suo impegno iniziale, come lui stesso racconta a Rockol, consisterà nel pubblicare una media di tre singoli al mese e nel lanciare due marchi di compilation (sempre di genere dance e pop-dance) entro fine anno. “L’obiettivo”, spiega Drago, “è quello di raddoppiare, dal 2 al 4 %, la quota di mercato Virgin sulle vendite dei singoli in vinile, e di cominciare a sviluppare un brand e una presenza significativa su un mercato ultracompetitivo come è oggi quello delle compilation dance”. L’etichetta stamperà in proprio i vinili in formato 12 pollici (a differenza di quanto fatto finora, con i prodotti affidati in sublicenza ad altre etichette), ricorrendo per la distribuzione allo specialista Self. Drago, che nel nuovo incarico riporta direttamente al general manager Virgin Marco Alboni, avrà il duplice compito di pubblicare in Italia repertorio dance di fonte estera e di sviluppare un roster locale caratterizzato da potenzialità internazionali. Di provenienza estera sono le prime emissioni dell’etichetta, il singolo “Just a little more love” del dj francese David Guetta che segnerà il suo debutto a fine aprile e “Candela” della cantante portoricana Noelia; mentre tra le prime “firme” locali della Ultralab si segnala Positive Pole, un progetto del produttore Maurizio D’Ambrosio già noto per il successo riscosso un paio d’anni fa con il nome d’arte di Mephisto. “Se il marchio avrà il successo che ci aspettiamo, lo doteremo presto di un proprio staff”, spiega Alboni, aggiungendo che un’iniziativa analoga alla Ultralab, ma rivolta questa volta allo sfruttamento del catalogo etno-world controllato dalla Virgin (Real World, Luaka Bop, Higher Octave ecc.) potrebbe essere lanciata già entro l’anno.
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