Le indies intervengono sulla vendita EMI: 'No a Sony e a Universal'

Le autorità antitrust fermino Universal e Sony: l'associazione delle etichette indipendenti Impala, che conta circa 4 mila membri e rappresenta le opere di artisti come Adele, Arctic Monkeys, Franz Ferdinand, Katie Melua, i Prodigy e i Radiohead, si appella agli organi di tutela della concorrenza per bloccare l'eventualità che una delle due major leader di mercato, o entrambe, acquisiscano una parte della EMI, rafforzando così un duopolio che sul mercato discografico si sta facendo sempre più consistente. "Come abbiamo sempre detto, siamo contrari a fusioni che non prevedano interventi correttivi", spiega il presidente esecutivo Helen Smith. "Il nostro problema con Universal, tuttavia, è che riteniamo sia già troppo grossa per permettergli di acquisire altro potere, e le stesse preoccupazioni le abbiamo relativamente alla possibilità che la Sony acquisti EMI Publishing. Rendere ancora più potente il loro duopolio va completamente contro i principi basilari della concorrenza nei mercati culturali".

In un comunicato avente per oggetto le ultime  voci che riguardano la  EMI, Impala precisa di essere decisamente più favorevole all'opzione di una vendita alla Warner: quest'ultima ipotesi, sostiene l'associazione, "potrebbe contribuire a bilanciare il duopolio esistente, ma dovrebbe comunque prevedere dei rimedi dal momento che accrescerebbe il gap concorrenziale con gli indipendenti". "Impala", continua la nota, "ritiene che una soluzione sia possibile in virtù del precedente del 2007, quando Warner già riconobbe l'importanza del settore indipendente dimostrando la sua volontà di trovare correttivi di ampia portata".

Possibilità che non esisterebbe nel caso di una cessione di EMI a Universal o Sony: anche se le due major tentassero di costruire un accordo con una terza parte o deliberassero dei disinvestimenti, sostiene Impala, "le autorità antitrust non si farebbero convincere. E se lo facessero, la questione potrebbe finire in tribunale".

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