Intervista ai Rapture: la rinascita, il nuovo album e il concerto di Milano

"In the grace of your love we can find a brighter day". E' un messaggio solare, quasi spirituale quello che viene dai "nuovi" Rapture Nuovi perché hanno una formazione diversa.

Nuovi anche perché sono lontani dalla musica acida degli esordi, ma in grado di avvicinarsi alle radici del rock, al funk e al soul. Stasera la band di New York sarà in scena al Tunnel di Milano. Rockol ha raggiunto al telefono Gabriel "Gabe" Andruzzi, il tastierista del gruppo. "Mancavamo dall'Italia da un sacco di tempo e ci siamo sempre divertiti un sacco a venire a suonare da voi", ci racconta l'artista, "In realtà uno degli obiettivi della mia vita è quello di farmi un'estate in tour nel vostro paese, per suonare e poi godermi tutto il caldo e il sole che avete".
A farla da padrone, nella scaletta dei brani di stasera, ci sarà sicuramente l'ultimo album "In the grace of your love", uscito nei negozi lo scorso 5 settembre. Qual è dunque lo spirito delle nuove composizioni dei Rapture? "Penso che abbiamo avuto degli stati d'animo volutamente contraddittori nella nostra musica in questi anni. L'ultimo album però è sicuramente più allegro rispetto ai dischi del passato, ha un suono pesante ma anche solare. Ci conosciamo molto bene come musicisti ormai. Quando siamo entrati in studio e abbiamo iniziato a registrare cercavamo qualcosa di profondo: è come se avessimo fatto la nostra versione di un disco soul. Dopotutto è la musica che fa da radice al rock'n'roll e alla house. Siamo cresciuti ascoltando punk ed elettronica, ma anche consumando i dischi di James Brown e dei Funkadelic", sostiene Gabe. E c'è una canzone che lo sottolinea in modo esplicito: "It takes time to be a man", il pezzo che chiude il disco, è infatti un vero e proprio omaggio a questo mondo sonoro.
A produrre l'ultima fatica ci ha pensato una vecchia conoscenza del panorama house internazionale: Phillipe Zdar, la mente dei Cassius insieme a Boom Bass. "Lavorare con lui è stato fantastico. E' una delle persone più entusiaste e contagiose che conosco. Vorrei sempre collaborare con produttori come lui, sinceramente", risponde il musicista.
Negli ultimi anni i Rapture non hanno avuto vita facile: dopo l'abbandono del bassista Mattie Safer nel 2009 durante le registrazioni di "In the grace of your love" è arrivata anche la crisi del frontman Luke Jenner, dovuta a motivi familiari, che lo ha portato a lasciare il gruppo per tre mesi. Poi, per fortuna, il cantante si è ripreso ed è tornato in sella. "Abbiamo avuto i nostri alti e bassi, ma proprio per questo il disco rappresenta la rinascita dei Rapture. Abbiamo perso un membro fondamentale, ma poi lo abbiamo riacquistato. Siamo di nuovo qui, siamo tornati. E questa è l'unica cosa che conta", ribatte Andruzzi, "Essere di nuovo sotto contratto con la DFA (la casa discografica guidata da James Murphy degli LCD Soundystem, ndr) è molto bello perché abbiamo grande libertà, anche se alla fine alla Universal è stata la stessa cosa. Nessuno ci ha mai detto cosa fare e come farlo".
Ora tocca a Luke Jenner tenere buona parte della scena da solo, visto l'abbandono dell'altro cantante, oltreché bassista, Mattie Safer. "Stare sul palco con un solo frontman è meglio, è più semplice e diretto. Per lui è più faticoso, ma il risultato è ottimo. Lo vedrete", conclude Gabe Andruzzi.

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