Tecnologia e musica, startup italiane: con stereomood ecco le playlist umorali

Tra le più interessanti realtà a cavallo tra musica e tecnologia affacciatesi in Italia negli ultimi tempi c'è stereomood, una piattaforma di ascolto e condivisione di MP3 che suggerisce all'utente cosa ascoltare in base al proprio umore ('mood') proponendo anche una quantità di playlist.

O anche: una web radio gratuita per ascoltare e condividere canzoni, fondata sulle emozioni e gli stati d'animo - forse è questo il modo migliore per raccontare in due parole un servizio online nato nel 2009 che sta crescendo a fari spenti sempre di più in tutto il mondo. Un risultato che si può facilmente riassumere sottolineando qualche cifra: 35.000 canzoni nel database - provenienti da 100 tra i maggiori blog internazionali come Stereogum, Pitchforkmedia e la Blogotheque - 300.000 utenti registrati e più di un milione di visite mensili ben distribuite tra Europa, Americhe e Asia, per un totale di circa 7,5 milioni di pagine viste.
Tutto merito di quattro giovani imprenditori italiani - gli sviluppatori Giovanni Ferron, Maurizio Pratici e Daniele Novaga insieme all'art director Eleonora Viviani - che nel febbraio del 2008 hanno lanciato l'azienda in rete, aiutati anche dalla loro esperienza con MTV. "L'idea di partenza era di Giovanni, che ci ha convinto a creare un aggregatore di mp3 che attingesse dai blog della Rete, all'inizio soprattutto nell'ambito indie. Per quello però esisteva già un competitor forte come The Hype Machine e volevamo trovare una formula che andasse incontro agli utenti, che li facesse orientare in quel panorama a volte confuso e frammentato che è la musica in Rete", ci raccontano i fondatori di stereomood, "Così ci siamo fatti una domanda molto semplice: cosa mi piace ascoltare sotto la doccia la domenica mattina? Da lì è nata l'idea di catalogare le canzoni in base al mood, allo stato d'animo. Se sei innamorato, avrai voglia di ascoltare un determinato brano, se stai lavorando un altro. Così è nato un sistema di tag, quelle che si vedono nella nostra home page, che rimanda i visitatori direttamente alle nostre playlist. Un metodo semplice, ma ancora inesplorato sul web".
Come funziona la creazione della playlist di stereomood? "La lista dei blog da cui attingiamo la musica è stata tutta compilata da noi ma ci facciamo anche aiutare dai fan. Abbiamo un nostro algoritmo che tiene traccia dell'interazione tra l'utente e l'applicazione e si basa sui tag, sia di quelli che creiamo noi che di quelli aggiunti dagli utenti registrati che caricano i brani. Insomma, un misto tra la nostra attività manuale sul backend  e il crowd sourcing dei visitatori. In futuro vogliamo integrarlo con una forma di intelligenza artificiale. L'obiettivo è di costruire il più grande database di brani catalogati per mood, magari avendo accesso alle librerie degli utenti".
La base della crescita del sito sembra essere venuta tutta dal basso, dal fitto passaparola degli utenti. Ma anche dalle recensioni sulle riviste specializzate, le uscite sui blog e i portali stranieri. "Motori di ricerca come StumbleUpon oppure gli articoli su Mashable ci hanno aiutato moltissimo", conferma l'art director Eleonora Viviani, "Ad esempio faticavamo a fare breccia negli Stati Uniti, poi però è arrivato un tweet dell'attrice Alyssa Milano che parlava di noi e anche lì le cose sono cambiate nel giro di pochissimo. In Russia invece, una bella mano ci è arrivata dal motore di ricerca Yandex. Tra l'altro curiosamente Mosca è la città dove abbiamo più penetrazione, con 798.000 visite al mese".
E quanto al modello di business, come stereomood intende iniziare a generare ricavi? La loro risposta è disarmante: "Non abbiamo pensato a un modello di business mentre creavamo il servizio, ma a qualcosa che ci piacesse come appassionati di musica. Ora pensiamo di sviluppare diverse fonti di ricavo, che vanno dalla raccolta pubblicitaria alle soluzioni in 'white label' per le aziende. Abbiamo deciso di iniziare a monetizzare partendo proprio dalla nostra base di utenti, che sta diventando ampia e solida. Per questo avvieremo presto Google Adsense. Poi abbiamo in cantiere anche campagne di advertising tagliate su misura sul cliente, realizziamo applicativi come lo sfondo e il player brandizzati. Lo scorso anno abbiamo fatto una campagna con Nissan Juke, collegando i nostri mood e quindi le playlist al loro prodotto, sulla base della domanda `Cosa mi evoca Nissan´. E questo potrebbe diventare un format in futuro, perché no", rispondono i quattro.
La musica in streaming sul Web, si sa, deve sempre gestire la spinosa questione dei diritti d'autore. E stereomood non ha fatto eccezione. "Per quanto riguarda il copyright paghiamo la SIAE e attraverso lei anche Ascap e Bmi, per regolarizzarci anche all'estero. Di solito per rimuovere contenuti non appropriati ci muoviamo in base alle segnalazioni dagli utenti. Anche a livello di traffico, non abbiamo finora mai patito eventuali rimozioni di contenuti" ci rispondono Giovanni e gli altri, "C'è sempre un nostro controllo sulla qualità, ma anche sul submit dagli utenti stessi. I brani a volte sono presi anche da altri blog che non sono per forza tra i 100 che costituiscono la nostra base fissa. E' spesso è l'utente che fa da piattaforma in sintesi, perché fornisce un link per lo streaming. Ora però abbiamo grazie alla licenza SIAE saremo noi a veicolare la musica, le cose stanno cambiando. E stiamo anche ampliando sempre di più la base dei brani".
Passare da avventura a impresa significa anche disporre di capitali, però…: "Infatti proprio in questi giorni stiamo lavorando al finanziamento di stereomood, incontrando possibili partner e sondando anche il mondo del venture capital, e stiamo riscontrando un buon livello di interesse nei nostri confronti".

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.