Giornata piena per Jewel a Milano: martedì 4 novembre, conferenza stampa all’ora di pranzo e concerto dopocena

Giornata piena per Jewel a Milano: martedì 4 novembre, conferenza stampa all’ora di pranzo e concerto dopocena
Eccola, è Jewel, di passaggio a Milano per conferenza stampa e piccolo concerto allo Zelig, tempio del cabaret. Con "Pieces of you" - l’album ora ristampato con una nuova copertina - si è imposta all’attenzione internazionale, oltre che per meriti musicali, anche per la sua storia personale invero singolare. Allevata in un capanno di legno all’interno dell’Alaska, Jewel Kilcher ha a lungo accudito gli animali della fattoria paterna prima di iniziare ad esibirsi con i genitori sui piccoli palchi dei bar. Resasi indipendente, ha vissuto poi per anni in un furgoncino posteggiato nei "parking lots" di San Diego e dintorni. Jewel, di fronte ai media italiani, ha innanzitutto smentito la notizia, diffusa da un’agenzia estera (e rilanciata anche da Rock Online), che le sarebbero stati offerti tre miliardi di lire per scrivere la sua autobiografia. "Ho un’offerta per scrivere due libri, uno dei quali di poesie, ma nessuna autobiografia. Ho 23 anni, sarebbe ridicolo", ha detto la bionda alaskana. In merito ad un’altra voce diffusasi, che la voleva protagonista di un film hollywoodiano, Jewel ha invece parzialmente confermato le indiscrezioni. Si tratterà di un film intitolato "To live on" e che parlerà dell’emancipazione dei giovani nelle terre di confine. Protagonista maschile Toby McGuire, ambientazione ai tempi dello scoppio della Guerra Civile, inizio delle riprese tra gennaio e febbraio. Non sembra, però, che si tratti di un film con budget illimitato; sarà insomma un lungometraggio "normale", niente roboanti produzioni a stelle e strisce. Jewel, animo sensibile, nel frattempo non dimentica i duri tempi in cui per poter fare la doccia doveva recarsi nei bagni pubblici un po’ equivoci di qualche città. E così ha deciso di finanziare direttamente la "Higher ground", associazione benefica alla quale fanno capo altre associazioni benefiche. Il suo prossimo album è previsto per l’autunno ‘98. "Sarà un po’ differente", ha detto lei, "visto che ‘Pieces of you’ è stato scritto quando avevo 19 anni". Graziosa, riservata e sorridente, Jewel ha risposto con garbo alle domande (quasi tutte abbastanza scontate) dei giornalisti presenti, e si è un pochino accalorata solo quando le è stato chiesto se consideri Joni Mitchell come una delle sue ispirazioni. "Assolutamente no" ha ribattuto lei, "è la stampa che come al solito non dimostra fantasia. Non avevo mai ascoltato niente di Joni prima di completare il mio disco. Se un modello ho avuto, è stata Rickie Lee Jones". Jewel ha inoltre respinto al mittente l’insinuazione che il successo di vendite del suo album sia stato frutto di una ben orchestrata operazione di marketing: "Sono stata in tour per più di un anno e mezzo: questa è la ragione per cui tanta gente ha cominciato a conoscermi", ha spiegato, ringraziando Neil Young e Bob Dylan - con i quali ha condiviso il palcoscenico - per l’appoggio morale e gli incoraggiamenti che le hanno riservato. La sera, Jewel si è esibita dal vivo nel piccolo Zelig, tempio del cabaret milanese (tutto esaurito, presenti anche le telecamere Rai e Mediaset). L’eterogeneo pubblico - molti ragazzi, ma anche numerosi capelli bianchi in platea - convenuto a questo appuntamento per buongustai della musica acustica è tornato a casa definitivamente convinto di non trovarsi di fronte a un bluff. Jewel Kilcher non ha la sfrontatezza rock di una Meredith Brooks, non ha il fascino malato e introverso di una Fiona Apple, né la solida militanza da folk club di una Shawn Colvin. Mostra però una rilassata dimestichezza con il palcoscenico e sfodera una voce straordinaria che sa flettere, piegare e tirare come un elastico. Una voce capace di reggere da sola uno show, come ha dimostrato il concerto milanese, unica data italiana del suo tour promozionale europeo. Accompagnandosi con la sola chitarra acustica, Jewel dimostra subito nervi saldi e disponibilità, a dispetto della "sfiga" (il commento, in italiano, è suo) che la perseguita durante l’esecuzione del primo brano, "Don’t", sabotato da un cattivo funzionamento dell’impianto di amplificazione. Risolto il problema, snocciola quasi per intero le canzoni dell’album "Pieces of you", arricchendo il menù con diverse "outtakes": perlopiù ballate arpeggiate di struttura folk che è proprio la voce a trascinare su traiettorie imprevedibili e tortuose, tra impressionanti saliscendi e virtuosismi mai fini a se stessi. Il canto di Jewel si impenna in falsetti acutissimi per poi sprofondare in tonalità abissali, ricama gorgheggi di marca mitchelliana (anche se lei, come ha appunto ricordato in conferenza stampa, dichiara di non avere mai ascoltato la divina Joni se non dopo avere completato il disco: forse sarà la provenienza da terre altrettanto fredde e sterminate, l’Alaska e il Canada, a donare loro un timbro naturale così simile e liricamente potente...) e si inerpica su tonalità da soprano (nella assorta "Amen", pezzo di bravura introdotto da un brano operistico in italiano), swinga senza accompagnamento, alterna vibrati e trilli cristallini, ruggiti e miagolii infantili, per sbizzarrirsi infine in un irresistibile e frenetico yodel (il traditional "Chime bells"). Quali che saranno le sue fortune commerciali nel prossimo futuro, il cantautorato americano ha trovato certamente una nuova stella. Chi non ha potuto essere allo Zelig, avrà la possibilità di verificarne le doti mercoledì 12 novembre, quando MTV Italia manderà in onda alle 22.30 l’esibizione registrata per il suo nuovo programma "live" Sonic.
La scaletta del concerto:
"Don’t"
"Enter from the East"
"Morning song"
"Pieces of you"
"Carnivore"
"Who will save your soul"
"Everything breaks"
"Little sister"
"1000 miles"
"I’m sensitive"
"Near you always"
"Foolish games"
"You were meant for me"
"Angel standing by"
"Amen"
"Chime bells"
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