Marracash, 'King del rap': 'Sono un feticista della parola e amo sperimentare'

Marracash, 'King del rap': 'Sono un feticista della parola e amo sperimentare'

"Da quando ho cominciato io, la scena hip hop è molto cambiata. Oggi si può dire che esiste una vera e propria cultura del genere anche nel nostro Paese. Ora la gente è pronta alla qualità, a testi che raccontano storie reali, che parlano di attualità, di vita vera. Il 'dissing' è superato e si va ben oltre brani che trattano di droga, quartiere, strada e 'bling bling'. Che poi diciamocelo, i rapper che in Italia vengono dalla strada sono tre". Inizia così la nostra chiacchierata con Marracash, all'anagrafe Fabio Rizzo, artista milanese, "feticista della parola", come si definisce lui stesso, e attento osservatore della realtà. Da sempre legato alla Dogo Gang, Fabio la strada l'ha vissuta veramente alla Barona, quartiere popolare di Milano. Due album all'attivo, ed ora in uscita il terzo lavoro, "King del rap", nei negozi il 31 ottobre. Incontriamo Marra, come lo chiamano i suoi fan, per parlare del nuovo lavoro, del suo percorso artistico e dei suoi progetti futuri. "'King del rap' nasce da un'evoluzione avvenuta nel corso degli anni, da un'esigenza di voler sdoganare l'hip hop dal genere che tutti hanno sempre avuto in mente fino a qualche tempo fa. I temi trattati nel disco parlano di attualità, mi piace molto osservare ciò che ho attorno, raccontare fatti veri. Purtroppo al rap italiano mancano le sovrastutture. In particolar modo oggi, che con internet la fruibilità della musica è diventata massima e l'accessibilità alla Rete lo è ancora di più. I brani diventano vecchi dopo due giorni, il pubblico ne vuole sempre di nuovi, non ne ha mai abbastanza. C'è anche una forte concentrazione di produzioni dirette al mondo di giovanissimi, ne circolano sempre più. Si rischia di far diventare le canzoni 'happy meal music', come la definisco io: da mangiare subito e via. Trovo che video e streaming aiutino l'attività artistica quando usati come sostegno all'attività principale dell'artista, come veicolo di diffusione di materiale sperimentale o di contenuti extra, io l'ho fatto con 'Roccia music' quest'estate, che sarà allegato al mio nuovo cd nella versione deluxe del disco", afferma Fabio. Parliamo con il rapper di come si sia evoluto l'hip hop in questi anni e di come ora ci sia più spazio per le nuove leve: "La scena, in particoalr modo quella statunitense, si sta sempre più mescolando al pop e alla dance, sta diventando 'non hip hop'. Se prima dominava il gansta rap, ora le contaminazioni non si contano più E' un po' come snaturalizzare il tutto. Ci sono, però, alcuni grandi nomi che stanno tentando di dare nuovo valore a questa evoluzione. Parlo di Kanye West e Jay Z, che hanno fatto un lavoro sui brani davvero lodevole. La loro musica è per adulti, colta. Un po' ciò che sto cercando di fare io nel mio piccolo, elevare il rap. Devo dire che, in molti casi, i preconcetti sui rapper si sprecano, ed è ora di darci un taglio. Ne parlo nel brano 'Rapper/criminale", una dissacrazione di tutti i luoghi comuni dell'hip hop. Tornando alla scena internazionale, in alcuni paesi d'Europa si scrivono canzoni in rima di denuncia. Mi vengono in mente la Francia e la Germania. Il rap ha un significato sociale. Noi siamo molto filo-americani ma abbiamo tutte le carte in regola per cambiare i nostri orizzonti", prosegue Marracash,

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"C'è di buono che, ora, le nuove leve hanno la possibilità di farsi sentire, hanno più modo d'azione rispetto al passato in cui si difendeva il proprio spazio con i denti. Io ho sempre amato lo scouting dei nuovi talenti e in questo nuovo disco ho collaborato con Attila e Emis Killa, due nomi della scena underground in cui credo molto. Inoltre Emis ha in uscita il suo disco in questo periodo, vedremo che prova darà di sé. Mi piace molto chi ci mette del suo e si dà da fare, chi sa essere originale, in questo Paese viene premiato poco di chi vale davvero. Un esempio sono i "Figli dei Pooh', Francesco Facchinetti su tutti. Ho letto che si vorrebbe ‘ributtare’ nella musica: qui si va oltre i cantanti di serie B, non ce ne libereremo mai!". Chiediamo a Fabio che rapporto ha con i suoi fan: "Li amo moltissimo ma a volte li prenderei a sberle. Curo personalmente il mio Facebook e spesso le cose che scrivono mi fanno cadere le braccia, li 'cazzio' parecchio. Vorrei che parlassero con cognizione di causa, se devono fare delle critiche, e non a vanvera. C'è tanta superficialità. Mi sento un po' responsabile nei loro confronti, come una sorta di educatore. Ma non un moralizzatore, per carità. Vorrei offrire delle linee guida. Non sapete in quanti mi scrivono per mandarmi a quel paese, e ad una mia risposta, mi dicono che sono un grande... ma allora perché mi insulti?", dice il rapper. Marracash sarà in tour nelle FNAC, per poi passare ai club a novembre inoltrato: "Sarà un tour bello denso, ci devo fare l'abitudine. Dopo la promozione in FNAC passiamo ai locali. Sul palco darò molto spazio al live, ci saranno pochi silenzi e tanto show. Tra i miei progetti futuri c'è anche un programma su MTV,'Spit', in cui ci saranno battaglie musicali dal vivo tra rapper, è una bellissima idea e mi piace molto, credo piacerà molto anche a voi", conclude Fabio.

 

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