Concerti, Eros Ramazzotti live in Uzbekistan alla corte di Gulnara Karimova

Concerti, Eros Ramazzotti live in Uzbekistan alla corte di Gulnara Karimova

Eros Ramazzotti si esibirà questa sera a Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan, a chiusura di un festival organizzato e finanziato da Gulnara Karimova, figlia del dittatore Islam Karimov che sembrerebbe non essere in ottimi rapporti con le organizzazioni a tutela dei diritti umani: la Karimova è infatti accusata di utilizzare un milione di bambini-schiavi per la raccolta del cotone. Come riporta sul Corriere.it Monica Ricci Sargentini nella rubrica "Le persone e la dignità", l'invito a Ramazzotti sarebbe arrivato dopo una serie di rifiuti da parte di altri artisti noti a livello internazionale, tra cui Andrea Bocelli: "Questo qui", ha fatto sapere Ramazzoti al Corriere attraverso il suo manager Fabrizio Giannini, "è un concerto a pagamento, non una convention, ed è difficile prendere una posizione per noi. La nostra agenzia, la Trident Management, ha fatto le verifiche e ce lo ha proposto. Non mi sono informato su altro. Non so nemmeno dove sia l’Uzbekistan".
Secondo Human Rights Watch, due milioni di bambini uzbeki sarebbero stati costretti a raccogliere cotone per la linea di moda della signora Karimova: "E perché noi dovremmo sospendere un concerto che si tiene in un teatro alla presenza di 1.500 persone?", si chiede Maurizio Salvadori manager della Trident, l’azienda che seleziona gli eventi per Ramazzotti, Jovanotti, Mango e altri, "L’Uzbekistan è un Paese riconosciuto dalle Nazioni Unite con cui l’Italia intrattiene relazioni diplomatiche. Non spetta a noi stabilire se è da mettere al bando oppure no. Noi andiamo solo a chiudere una settimana di moda e cultura. Tra l’altro a Tashkent sono andati anche Morricone e una decina di aziende italiane tra cui Cavalli. Credo sia importante portare un po’ di cultura italiana in giro per il mondo. Se ragionassimo così dovremmo cancellare la nostra presenza nell’80% dei Paesi".

Episodi simili si sono già verificati con diversi artisti come Rod Stewart, Julio Iglesias e Ennio Morricone che ha suonato a Tashkent per la settimana dell'arte lunedì scorso. Sting invece, che si sarebbe dovuto esibire a luglio all'Astana Day Festival, kermesse musicale tenutasi nell'omonima città, capitale del Kazakistan, ha rinunciato al concerto a causa della polemica con la linea adottata dal presidente Nursultan Nazarbayev nel gestire gli scioperi dei lavoratori petroliferi locali: "Suonare ad Astana avrebbe potuto essere interpretata come una mossa di assenso al regime di Nazarbayev", aveva scritto Sting sul proprio sito ufficiale: "Scioperi affollatissimi, lavoratori imprigionati perché impegnati a difendere i propri diritti e centinaia di migliaia di persone in piazza a manifestare rappresentano una ideale linea di picchetto che io non mi sento di superare. I lavoratori kazaki e le loro famiglie hanno bisogno di supporto, e di salire all'onore delle cronache internazionali perché ci possa essere la speranza che la situazione migliori"

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