Michele Cortese, 'Il teatro dei burattini': 'il mio disco dopo gli Aram Quartet'

Michele Cortese, 'Il teatro dei burattini': 'il mio disco dopo gli Aram Quartet'

Forse vi ricorderete di lui come uno dei quattro ragazzi che vinsero la prima edizione di X Factor, o più precisamente, quello dai capelli lunghi e ricci che cantava negli Aram Quartet: è Michele Cortese, il cantante di Gallipoli che si fece conoscere dal pubblico nel 2008 calcando la scena del talent show insieme a Antonio Maggio, Antonio Ancora e Raffaele Simone. Ma ora, quello del quartetto  sembra essere un capitolo chiuso per l'artista pugliese che ha deciso di  intraprendere la carriera solista dando alle stampe il suo primo album "Il teatro dei burattini". "Quella del progetto solista è un'avventura stimolante e una sfida nata da una mia forte esigenza di mettermi alla prova", ha raccontato Michele a Rockol, "Avevo delle canzoni da fare ascoltare e non volevo più reprimermi cosa che, facendo parte degli Aram Quartet, ero quasi obbligato a fare. Quando fai parte di un gruppo vocale è giusto che ognuno ricopra il ruolo più funzionale alla buona riuscita dell'insieme. Oltretutto, un quartetto come il nostro copriva una posizione difficile, discograficamente parlando". Realizzato a Milano la scorsa estate ("questo è stato il solo aspetto fastidioso", ha scherzato l'artista da buon salentino), il disco è stato completamente suonato e registrato in presa diretta ed è composto da 13 brani - tra i quali spunta anche una cover di "Ma è un canto brasileiro" (Battisti/Mogol, 1973) - in puro stile pop-rock che il musicista ha così descritto: "Racconto di viaggi, di strade, d'amore e di rock'n'roll. Sin da quando ero piccolo immaginavo il mondo della musica come un piccolo grande teatrino di artisti-burattini le cui fila sono mosse dagli istinti creativi che danno vita all'arte, alle canzoni appunto, stimolati dalle reazioni del pubblico. Tutto nasce dalla necessità di spostarsi insieme alla musica , fotografando emozioni sempre diverse e sempre preziose. In questo album, finalmente, mi sento realizzato appieno". "Il teatro dei burattini" è anticipato dal singolo "Allergico alle ghiande": "La canzone è una metafora importante, anche se strampalata, dell'insofferenza nei confronti di quelle che io chiamo 'esperienze ghianda' che la vita di tutti i giorni ci riserva. Sono tutti quegli incontri scomodi e obbligati che generano ipocrisia". Nonostante parte della notorietà di Michele Cortese sia legata alla sua partecipazione a X Factor, il cantante non ha nascosto una certa perplessità riguardo all'andamento dei talent show negli ultimi tempi: "Mi rendo conto che siano formule opportune, forse necessarie, per il contesto musicale odierno. Io stesso ne ho tratto tantissimo giovamento. Ma i veri protagonisti ora sono i giudici e i conduttori. In più il talent ultimamente è diventato un format così inflazionato da essere forse l'unica vetrina, insieme a Sanremo, con la quale raggiungere il pubblico nazionale. Quindi oggi un giovane artista deve scegliere tra il circuito commerciale o quello indipendente. Tutto è troppo estremizzato". Il disco del debutto di Cortese verrà presentato in tutto il Paese, a partire dal prossimo dicembre, con uno show live proposto in due formule, una più intima e unplugged , con l'accompagnamento di pianoforte, chitarra acustica e contrabbasso e una più rock. Lo spettacolo prevede anche la presenza di un attore: "Per mantenere la coerenza del concetto di burattini ho deciso di introdurre questa figura che, in realtà, è il mio alter ego poetico, la parte di me che si può intuire leggendo i miei testi, ma che non si può vedere".  Per la produzione de "Il teatro dei burattini" Michele si è avvalso della collaborazione di, tra gli atri, Lucio Fabbri (produttore artistico del progetto), Francesco Gazzè (già autore per il fratello Max), Le Vibrazioni e molti altri musicisti della scena pop rock italiana. Di seguito la tracklist completa dell'album: "Allergico alle ghiande", "Non ho voglia di bussare", "Decisamente", "Fuori nevica", "Sono un ragazzo sveglio", "Un posto più in là", "Gli angeli non piangono", "Ho scordato nei tuoi jeans il mio cuore", "Mi...", "Una stupida canzone d'amore", "Ma è un canto brasileiro", "Il teatro dei burattini". 

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