NEWS   |   Italia / 25/10/2011

Rezophonic, atto secondo: 'Faccio di un mestiere 'inutile' qualcosa di utile'

Rezophonic, atto secondo: 'Faccio di un mestiere 'inutile' qualcosa di utile'

Con il suo entusiasmo contagioso e la sua nobile idea fissa ("dare da bere a chi ha veramente sete", nei villaggi siccitosi dell'Africa orientale) Mario Riso, "mastermind" del collettivo musicale Rezophonic, è riuscito un'altra volta in un piccolo miracolo: riunire in un disco più di 50 artisti della scena rock, reggae, rap, metal ed elettronica nazionale, mobilitandoli allo scopo di raccogliere fondi da destinare all'Amref, African Medical and Research Foundation, con l'obiettivo concreto di costruire cento pozzi entro fine 2012 nella regione del Kajiado, tra Kenia e Tanzania, dove il primo disco della mutevole formazione aveva già permesso di erigerne centoventi, oltre a dodici cisterne e tre scuole (per ciascun pozzo occorrono all'incirca 2.500 euro). Nel nuovo capitolo, programmaticamente intitolato "Nell'acqua" e finalizzato a sensibilizzare il pubblico italiano sul problema degli sprechi delle risorse idriche, ci sono nomi di richiamo come Caparezza e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Cristina Scabbia dei Lacuna Coil ed Enrico Ruggeri che interpreta "Ci vuole un fiore" di Sergio Endrigo in versione punk assieme al capitano dell'Inter Javier Zanetti. Ma Riso, batterista e fondatore di Rock TV, non ne parla troppo volentieri: "Certo, servono ad attirare l'attenzione dei giornali e dei media, non solo musicali. Ma quel che più conta, in Rezophonic, è il gruppo, il lavoro di squadra, il progetto unitario e universale. Cosicché ci tengo a ringraziare anche tutti gli altri, a cominciare da quelli che sono sempre con noi in tour". Sorpresa: mettere assieme così tante personalità artistiche diverse non si è rivelato neppure un incubo logistico, diplomatico o organizzativo. "No, è il progetto stesso a escludere qualsiasi forma di egocentrismo", racconta il coproduttore artistico Oliviero "Olly" Riva (The Fire). "Il punto di forza è che ognuno contribuisce portando se stesso, senza rinunciare alla sua identità: penso a Bunna degli Africa Unite, per esempio, che si è prestato a un esperimento di crossover cantando benissimo su un tappeto di chitarre metal". "Il brano che intitola il disco", ricorda Riso, "era già uscita un anno fa ma solo su iTunes. Caparezza aveva scritto delle parole magiche ma questa, con la voce di Sangiorgi, è una versione diversa. Il primo singolo, 'Regina veleno', porta invece la firma di Eva Poles dei Prozac +: non aveva mai scritto e arrangiato un pezzo da sola, le avevo promesso l'occasione di provarci. Ci suonano Tommy Massara degli Extrema e Garrincha degli Octopus, sembrano i Prozac del Duemila".

Il nuovo cd (in uscita il prossimo 2 novembre) sfata un'altra volta il mito di una scena nazionale chiusa e individualista. "Anzi", sottolinea Riso, "non mi risulta che cose del genere accadano neppure all'estero. Io ho suonato con tanti musicisti stranieri e mi sento di dire che qualitativamente i nostri artisti non sono inferiori a nessuno. Rezophonic in passato ha fatto solo una capatina a Londra, ma ora vorremmo esportare il progetto: far capire ad americani e inglesi cosa siamo stati capaci di fare in Italia".

Anche se stavolta alle spalle del gruppo non c'è una potenza come la Sugar di Caterina Caselli ma un piccolissima etichetta indipendente, la Zeta Factory distribuita da Venus: "Non è che le grandi case discografiche non fossero interessate", sostiene Riso. "Sono io che, nel mio ruolo di capofamiglia, intendo tutelare in ogni modo gli artisti e le loro scelte, che in certi casi possono risultare in conflitto con le regole del mercato. Nessuno è a disposizione trenta giorni al mese, non a tutti fa piacere dover sottostare a certe forme di promozione televisiva. Per me la libertà e l'autonomia delle scelte artistiche vengono prima di tutto, ecco perché ho prodotto e finanziato il progetto da solo" Prevedendo, anche stavolta, un sostanzioso anticipo royalty direttamente sul conto dell'Amref: "Donandole il master, col disco precedente ero riuscito a fargli versare dalla Sugar l'intero ammontare del mio anticipo, 20 mila euro: in quanto onlus, l'Amref non è tassabile. Andò a finire che, venuto a conoscenza della cosa, l'allora ministro Ciampi associò all'iniziativa il marchio della pubblicità progresso assicurandoci una campagna spot sulle reti Rai e Mediaset. Come vedete, a volte la realtà delle cose va al di là dei sogni. Io mi ritengo un uomo fortunato e voglio restituire quel che ho ricevuto. E' questo che cerco di fare con Rezophonic: trasformare un mestiere 'inutile' in qualcosa di utile".

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