Justin Bieber nella campagna di ‘Fight for the Future: ecco FreeBieber.org

Justin Bieber nella campagna di ‘Fight for the Future: ecco FreeBieber.org

 

“Fight for the Future”, una nuova organizzazione che si prefigge di difendere i diritti dei cittadini americani sul piano della tecnologia, si è scagliata contro il disegno di legge del Senato U.S.A. S. 978 ed ha studiato una campagna di sicuro impatto per attrarre attenzione sulla propria causa. Ne è protagonista Justin Bieber attraverso il sito freebieber.org, con l’artista rappresentato in un video come vittima illustre nel caso in cui la legge passasse. Il disegno di legge renderebbe reato lo streaming di contenuto privo di licenza per dieci volte in un intervallo di 180 giorni, se detto contenuto avesse un valore economico di almeno 2.500 dollari. Il disegno bi-partisan (le firme sono quelle dei senatori democratici Amy Klobuchar del Minnesota e Chris Coons del Delaware e del senatore repubblicano John Cornyn del Texas) è supportato da oltre 50 organizzazioni dell’industria dell’intrattenimento, tra cui la Recording Industry Association of America e la Motion Picture Association of America, e viene invece osteggiato da varie associazioni in difesa del cittadino e del consumatore, tra cui la Electronic Frontier Foundation e la Entertainment Consumers Association. Gli argomenti di questi ultimi, e di FFTT, si riassumono nella parabola della carriera di Justin Bieber: se la legge fosse stata valida, l’artista anziché diventare famoso attraverso YouTube con le sue cover sarebbe finito in prigione per cinque anni. Klobuchar ribatte: “La legge non intende promuovere e non permetterà azioni legali contro utenti che facciano streaming di video contenenti opere protette da copyright se rivolte al proprio circolo di amici e senza obiettivi di lucro, nè contro individui che abbiano postato in modo innocente link dai loro blog”. Ma Holmes Wilson, co-fondatore della FFTT, controribatte: “Se dubitate che RIAA e MPAA spingeranno per perseguire adolescenti utenti di Facebook, ricordate che questi signori sono gli stessi che hanno invocato penali da 7.000 dollari a canzone per punire file sharer quattordicenni e le loro famiglie”. FreeBieber.org ha quindi messo online un video di protesta che rappresenta Bieber in prigione e incoraggia gli utenti a creare il proprio video pubblicitario da inviare al Congresso, utilizzando anche un overlay che consente di sovrapporre alle proprie immagini le sbarre della galera.

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