Concerti, Lacuna Coil in diretta: la recensione dello show

Concerti, Lacuna Coil in diretta: la recensione dello show

Ci sarà un motivo se i Lacuna Coil sono ormai considerati gli ambasciatori del metal italiano nel mondo.

In questi anni, Cristina Scabbia e compagni si sono costruiti sui palchi di tutto il pianeta una reputazione tanto sudata quanto solida, vendendo tante copie e guadagnandosi anche i favori della critica internazionale, oltre che quelli del pubblico. Salire sul palco dell'Ozzfest per due volte, nel 2004 e nel 2006, non può essere stato un caso. Qualcuno però in questi anni, oltre a coprirli di elogi, li ha anche paradossalmente accusati di aver trascurato l'Italia, concedendosi sempre troppo poco ai palchi nostrani. Per questo il gruppo per anticipare il nuovo album "Dark adrenaline" e dare un calcio deciso a queste voci ha scelto di ripartire proprio con una lunga serie di date nel nostro paese.
La prima tappa del ritorno a casa era proprio quella di stasera: la data zero al Bloom, la prima del tour, il viatico da cui iniziare il cammino. "Volevamo ripartire dai club per guardare di nuovo in faccia la nostra gente", dice Cristina Scabbia al pubblico venuto fin qui a Mezzago ad affollare il Bloom. Sono già passate le undici di sera quando la band sale sul palco, dopo il set dei Cayne. Ad aprire le danze, dopo un'intro strumentale, ci pensa "Our truth". Il locale è caldo all'interno tanto quanto è fredda la serata fuori.
Cristina, che si presenta con una giacca rosso acceso, è una frontwoman che sa il fatto suo, sensualità a parte. Non ci vuole molto a capirlo e non siamo certo noi a scoprirlo. Soprattutto visto il modo in cui impone la presenza sul palco fin da subito: il suo carisma del resto è una delle chiavi del successo di questa band. Andrea Ferro le sta al fianco, cercando di non invadere mai il suo spazio e fa un bel lavoro di retroguardia. Chitarre, basso e batteria fanno il loro mestiere, comunque.
Dopo "To the edge" arriva "I won't tell you" e a quel punto perfino la cantante, vinta dal caldo, deve abbandonare la giacca di pelle e restare in camicia. In scaletta compare anche un'anticipazione del nuovo disco "Dark adrenaline", il singolo "Kill the light": sembra di risentire delle sonorità più cupe, non proprio quelle goth-metal dei primi dischi ma comunque nemmeno troppo distanti. La band però non esagera con le novità, consapevole che i classici possono fare meglio il suo gioco stasera. Così arriva "Heaven's a lie", un must per i fan ma soprattutto per l'ascoltatore medio - passateci il termine. "Daylight dancer" è invece estratta da "Comalies", il disco della svolta datato 2002, prosegue su una scia più danzereccia.
Il concerto va avanti tra una dedica al nipote della cantante su "Wide awake", che vira verso lidi più melodici, e il pezzo tutto in italiano "Without fear". E c'è tempo anche per un siparietto. "Adesso facciamo una canzone nella nostra lingua", la introduce Cristina Scabbia. "Dici la cover di Jovanotti?", le fa eco Andrea con un sorriso beffardo. Segno che con i colleghi nostrani non sempre c'è un rapporto idilliaco, forse. Di questo e di altri e di altri argomenti abbiamo parlato anche nella nostra intervista realizzata prima del concerto.
La successiva "Fragile" ha un bel tiro e si fa notare come uno dei migliori momenti della serata. Non fosse che dopo arriva una davvero sentita "Enjoy the silence", dove la band dà davvero il meglio di sé e riesce a trascinare il Bloom in un bel momento corale.
Terminato il set regolare, arrivano i bis. Ed ecco "Survive" e la sofferta "Spellbound", che nonostante la sua durezza ha un ritornello molto felice, quasi pop. A chiudere il concerto ci pensa invece "Trip to darkness", l'altro nuovo inedito che circola in Rete già da qualche giorno. Finisce qui tra gli applausi, all'una di notte, il ritorno a casa dei figliol prodighi del metal italiano. I Lacuna Coil sono ormai una band matura e lo dimostrano in modo chiaro, anche a chi non è un purista del genere. Il palco, soprattuto per merito della frontwoman Cristina Scabbia, è cosa loro. Che sia l'Ozzfest o il Bloom di Mezzago poco importa, quando si ha abbastanza fame d'applausi.

(Giovanni Ansaldo-Valeria Mazzucca)

Scaletta:

intro
Our truth
To the edge
I won't tell you
I'm not afraid
Kill the light (inedito)
Fragments of faith
Heaven's a lie
Daylight dancer
Wide awake
Without fear (Senza paura)
Swamped
Fragile
Enjoy the silence

Bis:

Survive
Spellbound
Trip the darkness

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