Giovedì X Factor su Sky: 'Diverso, rivitalizzato e più vicino al format inglese'

Simona Ventura, combattiva, scopre le carte ("Un milione di telespettatori? Perché no?"). Andrea Scrosati, vice president programming & promotions della rete, tira il freno e ci va più cauto: "Non abbiamo obiettivi predeterminati di audience, per una pay-tv on-demand come Sky è impossibile tracciare tutte le modalità di fruizione di un programma e contano di più 100 mila appassionati dedicati che un milione di curiosi: sono i primi il nostro vero target, quelli che rinnovano l'abbonamento perché soddisfatti dei contenuti che gli offriamo".

Il debutto della quinta edizione di X Factor su Sky Uno HD, giovedì 20 ottobre alle 21.10 (in programma dodici puntate in prime time, le prime quattro dedicate alle selezioni che nell'arco di quattro mesi hanno portato alla scelta tra 50 mila candidati dei dodici finalisti nelle categorie Under 24 uomini e donne, Over 25 e Gruppi vocali, le altre 8 dal vivo dal Teatro della Luna di Assago), è per il canale che fa capo alla famiglia Murdoch un possibile momento di svolta: lo si capisce dall'impegno produttivo profuso, evidente sin dai "promo" mostrati oggi in conferenza stampa ad addetti ai lavori e giornalisti, e dalle dichiarazioni dell'intero team, dirigenti di rete e produttori, giudici (Morgan, Elio e Arisa, oltre alla Ventura) e conduttore (Alessandro Cattelan).



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"Entusiasmo", "sfida", "nuovo inizio", "credibilità", "forza del brand", "novità" sono le parole che più ricorrono nel giro degli interventi, e in effetti le novità non mancano: dalla trasmissione in alta definizione (SkyUno diventa HD proprio in occasione del debutto di X Factor) e persino in 3D (per la finalissima, in programma il 5 gennaio 2012), alla distribuzione multipiattaforma del programma (che, spiega il direttore entertainment e cinema Fabrizio Salini, si avvarrà di un sito Internet dedicato con contenuti esclusivi, pagina Facebook, profilo Twitter e applicazione per la fruizione in modalità mobile, ma anche dell'appoggio di Radio 105 e dell'emittente tv Cielo per la ripetizione in differita sul digitale terrestre), dall'introduzione di Xtra Factor, appendice in diretta con commenti, riflessioni e chiacchiere in onda dopo ogni puntata dallo stesso Teatro della Luna per la conduzione di Brenda Lodigiani e Max Novaresi al televoto (via Internet e sms) una volta tanto gratuito.

Un anno fa, con Scrosati, ne parlavamo al bar e ci sembrava impossibile", racconta soddisfatto Lorenzo Mieli, ad della società che produce il programma, FremantleMedia Italia, ringraziando Sky per la "piena libertà artistica ed editoriale che ci ha concesso". "E' un X Factor nuovo e diverso, questo, più aderente al format originale concepito da Simon Cowell e più spettacolare: abbiamo preso il meglio del passato e ci abbiamo aggiunto molto di più". Ilaria Dallatana, ad di Magnolia che collabora alla realizzazione del programma, ammette di avere pensato che fosse tutto finito, dopo il divorzio dalla Rai: "Ne eravamo estremamente dispiaciuti, perché tutto il team che aveva lavorato a X Factor se ne era appassionato. E invece Sky ha fatto un lavoro di preparazione straordinario: lo show ne è uscito completamente rivitalizzato, c'è più spazio per le storie, le emozioni e le reazioni dei protagonisti". Sì, ma la musica? Simona Ventura promette un'attenzione speciale "all'originalità, allo stile e al gusto delle proposte. Il nostro obiettivo è sempre quello di trovare nuovi talenti in grado di affermarsi sul mercato discografico (per il vincitore c'è in palio, un contratto con la Sony Music con un investimento garantito di 300 mila euro in termini di produzione, promozione, comunicazione e pubblicità). Saremo professionali e seri, nelle nostre valutazioni". "Da spettatore, sono sorpreso" interviene Morgan, facendo i complimenti a Sky: "Il loro X Factor è, tecnicamente, un gran prodotto televisivo e non solo musicale, mi ha colpito l'occhio cinematografico con cui hanno seguito le selezioni e il boot camp". Elio scherza sulla sua posizione di "campione uscente", ma ricorda che "fare il giudice, e dire no a tutti meno che a uno, non è un lavoro né facile né bello"; Arisa sottolinea che "X Factor non è una scuola ma una specie di ufficio di collocamento, che dà possibilità reali di affermarsi nel mondo della musica".

Arriva, in fondo, l'inevitabile domanda sul flop di Star Academy che Scrosati dribbla elegantemente: "L'unica cosa che mi sento di dire è che X Factor è il format che tra tutti avremmo voluto: perché è un talent calato nel reale della gente e non un reality. Per una rete come la nostra, questo era il requisito essenziale".

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