Kaiser Chiefs: 'Noi, tra passato e futuro, nelle contraddizioni della vita'

Kaiser Chiefs: 'Noi, tra passato e futuro, nelle contraddizioni della vita'

"Abbiamo cercato di prendere il buono che risiede nel passato con la dovuta proiezione mentale verso il futuro. E' un disco innovativo ma dal sapore retrò. Un connubio di aspetti, un'armonia melodica e concettuale". Esordisce così Simon Rix, basso e co-fondatore dei Kaiser Chiefs. La band di Leeds è tornata sulle scene musicali, dopo tre anni di silenzio da "Off with their heads", con il nuovo lavoro "The future is medieval", un album che racchiude una molteplicità di aspetti ripresi dalla musica di ieri e di oggi. Rockol ha parlato con Simon dell'ultima fatica in studio, del ritorno in musica dei Kaiser Chiefs e del tour che sta per cominciare. "'The future is medieval’ nasce da un verso di una poesia di un autore inglese del passato che Nick (il batterista, n.d.r.) ha portato alla nostra attenzione un giorno in cui eravamo in studio, ad ultimare i dettagli delle registrazioni. A tutti noi è piaciuto moltissimo e Ricky (frontman della band, n.d.r.) ci ha fatto notare come esprimesse appieno il concetto di fondo dell'album, il connubio tra passato e presente che abbiamo cercato di ricreare in ogni brano. Siamo sempre stati affascinati dagli anni Sessanta e Settanta, periodo florido e musicalmente ricco, in particolar modo in Inghilterra. Le persone guardavano la musica con occhio molto critico, passavano ore ad ascoltare i propri vinili preferiti, li consumavano. Giravano per negozi in cerca di chicche e la creatività era alle stelle. Ecco, noi abbiamo preso quel buono del passato, quel gusto per la ricerca, quell'attenzione stilistica e l'abbiamo accostata al futuro, al digitale, al download online. Anche nella costruzione materiale del disco, abbiamo cercato di portare le persone a ritrovare quella voglia di scoprire la musica e di creare una propria selezione di brani preferiti, come si faceva tempo fa con le musicassette. Chi compra i nostri brani su Internet, può prima di tutto ascoltarli tutti e successivamente sceglierne dieci per comporre il proprio disco. Così ognuno può avere i Kaiser Chiefs che preferisce. E' stata un'idea vincente e, soprattutto, apprezzata. Scegliere tredici tracce per la versione fisica dell'album è stato complicato, dato che ne avevamo a disposizione più di venticinque. Abbiamo creato una selezione che potesse rendere al meglio cosa volevamo comunicare con questo disco. "The future is medieval" è un concetto contraddittorio, ma se ci pensate bene, non sarà già preistorico, in futuro, ciò che di nuovo viene creato oggi?", afferma il musicista. Parliamo con il bassista dei tre anni lontano dalle scene musicali, di come nascano i loro brani in studio e del sound spiccatamente Seventies del disco:"In questi tre anni di assenza siamo stati più che altro in tour. Il disco precedente ci ha fatto girare il Mondo e, mentre eravamo in concerto, abbiamo buttato giù qualche idea per 'The future is medieval'. E' stata dura, quasi una corsa contro il tempo. Negli spazi liberi che avevamo ci siamo un po' dedicati a noi stessi e alle nostre vite, anche se rimanevamo focalizzati sul nuovo album da registrare. Di solito è Nick ad entrare per primo in studio. Scrive qualche partitura, comincia a registrare dei demo, fa delle prove che poi ci fa ascoltare. Noi altri, dopo aver sentito i suoi spunti e detto la nostra, scriviamo i pezzi ognuno per conto suo, così da poterli confrontare una volta insieme. E' davvero difficile mettere d'accordo cinque teste. Vi vorrei far assistere ad uno di questi meeting di pre-produzione, ne vedreste delle belle", dice Simon. "Il gusto anni Settanta, oltre a una personale volontà, è stato supportato dal nostro producer, Tony Visconti, storico collaboratore di David Bowie. Abbiamo fatto un ottimo lavoro con lui e con Ethan Jones, altro nome leggendario del rock. Nelle nostre corde ci sono i Rolling Stones e Jimi Hendrix, le sonorità non sarebbero potute essere diverse. Ci sentiamo molto affini sia a quel periodo, soprattutto artisticamente. Il rock dei Settanta ha influenzato il nostro karma come band da subito, dal primo giorno che abbiamo deciso di suonare insieme", prosegue l'artista. I Kaiser Chiefs saranno dal vivo ai Magazzini Generali di Milano il prossimo 13 novembre e Simon ci racconta cosa vedremo sul palco, durante quella serata: "Ritornare in Italia per noi è fantastico, in particolar modo per me, ho sempre avuto una connessione particolare con il vostro Paese. Sul palco non ci saranno fronzoli, siamo una rock band e non abbiamo bisogno di coreografie e suppellettili. Ci sarà Ricky, come al solito, ad animare la situazione. Mi ricordo il nostro primo live a Leeds, in un locale, era di pomeriggio e suonavamo con un'altra band, che si esibiva prima di noi. Dopo la nostra performance, si avvicina un ragazzo dello scarnissimo pubblico e mi dice: 'Fate schifo, ritiratevi'. Mi sa che non è stato troppo contento quando ha visto nei negozi il nostro primo disco", afferma Rix. Ora i Kaiser, sono concentrati sulla promozione del lavoro di recente pubblicazione ma Simon ci confessa che vorrebbero pubblicare subito nuova musica:"Sapete, quando prendi il via a scrivere non ti ferma più nessuno. Ora siamo impegnati nella promozione ma sarebbe bello pubblicare nuova musica. Venticinque pezzi potrebbero essere già abbastanza. Ma se ami la musica non sei mai sazio", conclude il bassista.

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