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NEWS   |   Industria / 18/10/2011

Chiude Star Academy, ricomincia X Factor: ma il 'talent' funziona ancora? (2)

Chiude Star Academy, ricomincia X Factor: ma il 'talent' funziona ancora? (2)

(segue)

Intanto però non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale sulla presenza o meno di discografici in giuria, in questa nuova edizione... "In effetti non sappiamo ancora nulla", conferma Massara (e con lui gli altri discografici). "Di solito ad ottobre lo show era già a regime, quest'anno la tabella di marcia è diversa". Sarebbe un danno, per la discografia, non esserci? "Dal mio punto di vista no. Il lavoro del discografico si svolge tipicamente dietro le quinte, ed è questo che dobbiamo continuare a fare. Personalmente non ho la smania della telecamera. Se poi la mia professionalità e la mia competenza specifica verranno richieste mi metterò sicuramente a disposizione. Anche perché devo rendere onore al merito al team della Fascino: continua a seguire con attenzione gli artisti anche una volta che lo show è terminato, ma senza alcun interesse economico-finanziario nella loro carriera. Il meccanismo è trasparente". E se davvero la De Filippi, come si vocifera da tempo, si creasse una sua etichetta discografica? "A questa domanda può rispondere solo lei, e non siamo certo noi a doverle dire cosa fare. Ma se volete sapere il mio parere personale, io non credo che lo farà" (Mazza è dello stesso avviso)".

Anche secondo Andrea Rosi, presidente di Sony Music, i recenti travagli internazionali dei talent non sono la spia di un format in crisi: "Se il pubblico ha punito Star Academy una ragione ci sarà: a me è parsa una brutta copia di X Factor". Vale a dire di un programma di cui la stessa Sony controlla il brand in joint venture con la Syco di Cowell. "Se non ricordo male", osserva Rosi, "il format va attualmente in onda in 22 nazioni: normale che abbia risultati diversi da un Paese all'altro, e non dimentichiamo che gli Stati Uniti sono un mercato televisivamente molto diverso dal nostro. La nuova edizione italiana parte con premesse molto buone, in un anno che sarà sicuramente cruciale: Sky ci sta investendo moltissimo, la visibilità che l'emittente sta garantendo al format è eccezionale e i risultati sul piano del profilo e dell'immagine li stiamo già apprezzando. Il passaggio sul satellite permette di sganciarsi in una certa misura dai risultati di share e di audience, la molteplicità delle piattaforme in cui il programma sarà visibile - da YouTube all'iPad - la vedo come un'opportunità in più e mi sembra che l'obiettivo della qualità sia stato perseguito con la massima attenzione: ho visto i dodici finalisti della nuova edizione, ho notato che si è evitato di dare spazio a fenomeni tipicamente televisivi, con poco spessore musicale".
Quindi il format funziona ancora..."Funziona, quanto durerà non lo so dire: è evidente che ci sia un po' di stanchezza nella formula, ma è anche e soprattutto una questione di logiche televisive in cui non voglio entrare. E' altrettanto ovvio che il mercato non possa assorbire tutta questa quantità di proposte nuove: soprattutto in un'area specifica e ristretta com'è quella degli interpreti. Credo, in ogni caso, che artisti come Alessandra Amoroso, Marco Mengoni e Noemi abbiano iniziato una carriera importante e destinata a durare nel tempo, ho molta fiducia anche in Pierdavide Carone che sta iniziando una collaborazione con Lucio Dalla: tra qualche anno, probabilmente, nessuno si ricorderà più da dove sono partiti. Certo, una casa discografica deve investire anche altrove. E noi lo stiamo facendo: Entics, numero 4 al debutto, arriva da tutt'altro mondo; i Blind Fool Love e i Loren, un gruppo di Roma molto interessante, confermano la nostra presenza nel rock. Gente come i Litfiba, lo sappiamo tutti, non sarebbero mai potuti uscire da X Factor o da Amici".

Meno legata ai talent show, quantomeno in termini di artisti presenti nel roster (uno solo, al momento: Valerio Scanu), sembra essere la EMI. Ma l'amministratore delegato della società, Marco Alboni, lui pure presenza fissa ad "Amici" nelle ultime due edizioni, spiega trattarsi di una casualità: "E' andata così, non c'è una scelta di politica artistica dietro questa situazione. A me il concetto del talent show non sembra in crisi, né mi preoccupa la proliferazione dei programmi di questo genere: per quanto la televisione sia una realtà strana, difficile da decifrare. In teoria più musica c'è in televisione e meglio è, per chi fa il nostro mestiere. Gli spazi ci sono, l'importante è che il prodotto sia affidabile, confezionato con cura: ciò che, nel caso di Star Academy, è venuto a mancare. Mi spiace per chi lo ha organizzato e per chi vi ha partecipato: è un peccato, da spettatore mi è sembrato mancasse di convinzione. Non valuto la qualità della proposta musicale, un programma che si propone di far emergere nuovi talenti non si può giudicare in poche puntate. Ma era la confezione dello show, a mio avviso, che lasciava un po' a desiderare. Il programma mancava di una sua identità".
Non è il caso di "Amici": "Una formula consolidata che funziona da anni, e che continua a produrre artisti da classifica. Il programma della De Filippi conta su un pubblico fidelizzato, sfoggia un marchio ancora fresco. Un marchio 'che suona', si potrebbe dire, a differenza di altri. Ho visto le prime quattro puntate della nuova edizione e le ho trovate belle, divertenti. Anche X Factor, finora, mi pare abbia dato buone soddisfazioni: resta da vedere che succederà con il cambio di rete e il passaggio al digitale".

Per la discografia italiana, evidentemente, le notizie che danno agonizzante il talent show sono lievemente esagerate. "Ma non dimentichiamo che non tutte le novità arrivano da lì", ricorda Alboni. "Il fenomeno nuovo del 2011, gli unici in grado di competere con Vasco Rossi, Ligabue e Renato Zero in termini di vendita, sono stati i Modà: esplosi improvvisamente dopo anni di gavetta". Se non è in crisi, il "talent" televisivo, quanto meno non è (o non è più) il monarca assoluto che sembrava essere diventato (e la radio conta ancora qualcosa).