Gianmaria Testa, 'Vitamia': 'Un disco a presa diretta ispirato alla bellezza'

Gianmaria Testa, 'Vitamia': 'Un disco a presa diretta ispirato alla bellezza'

A molti il nome di Gianmaria Testa suona ancora sconosciuto. Il cantautore ritorna sulla scena musicale a cinque anni di distanza dall'uscita di "Da questa parte del mare" e sceglie di presentare il suo nuovo album di inediti "Vitamia" nella tenuta vinicola bionaturale di Fontanafredda a Serralunga d'Alba, nelle Langhe ("Non voglio comprare i giornalisti con questa mossa, scrivete pure che è un disco del cazzo, ma nulla mi toglie il piacere di essere qui a mangiare e a bere con voi") e presenta i brani del suo ultimo lavoro in studio, registrato in soli quattro giorni a presa diretta, con un impianto artigianale realizzato dall'associazione Audio Di… Vino ("Un'amplificazione valvolare vintage collegata a delle casse d'epoca di manifattura inglese, oggetti semplici con pochi componenti ma di ottima qualità").
"Inizialmente il disco si sarebbe dovuto intitolare '18.000 giorni'", spiega l'artista durante la presentazione del disco prodotto da Paola Farinetti, sua compagna di vita, "Un caro amico mi ha insegnato a calcolare il tempo in giorni e non in anni, sostiene che la prospettiva cambia radicalmente, e ha ragione. Da quando ho compiuto cinquant'anni ne sono passati altri tre, un'infinità di tempo. Quando scrivi delle canzoni trasportato da una forte pulsione emozionale, non sempre sai se tenerla o meno, allora la riascolti dopo qualche tempo per capire se c'è ancora quel trasporto emotivo. '18.000 giorni' è diventata una canzone che ho inserito nel disco e il titolo dell'album, 'Vitamia', è una parola ripetuta molto spesso in quella canzone".
Si parte da "Nuovo", prima canzone del disco e primo singolo estratto dedicato al figlio Nicola, che vede alla regia l'esordiente Giuseppe Battiston, attore cinematografico molto richiesto da una cinque anni a questa parte, che con Testa ha già collaborato in passato per lo spettacolo teatrale "18.000 giorni - Il pitone", ispirato ai testi di Andrea Bajani. Il disco contiene undici canzoni, singolo compreso: "'Lasciami andare' è legata all'età. Chiunque abbia più di cinquant'anni capisce che il numero di persone che se ne  vanno intorno a lui è troppo, e ci si augura di aver vissuto bene il tempo con loro. 'Lele' invece è un brano che ho scritto molti anni fa ispirata al suicidio di una donna e al suo immenso coraggio. Di questa canzone c'è una versione emotiva, suonata con il trasporto di tutti quanti, forse troppo, e una versione consapevole, che è quella che, sotto consiglio di Paola, abbiamo scelto per il disco".
Alla realizzazione dell'album hanno partecipato Claudio Dadone e Giancarlo Bianchetti alle chitarre, Nicola Negrini al contrabbasso, Philippe Garcia alla batteria e Roberto Cipelli al pianoforte: "Quando scrivi un canzone", racconta Testa, "Sei da solo, ma quando la registri sei con altre persone e la mia fortuna è stata che queste persone sono anche amiche. La forza vera è stata la maestria nel suonare queste canzoni e condividere insieme anche il senso di bellezza".
La presentazione del disco prosegue: "'Dimestichezza d'amor' è un brano ispirato a mia moglie Paola, perché nonostante siamo insieme da tanti anni, oltre all'abitudine c'è ancora una fiamma accesa che riscalda e sorprende. 'Cordiali saluti' ha lo stesso titolo del libro di Bajani ed è liberamente ispirata alla storia di una lavoratore che perde il lavoro e scrive una lettera di licenziamento. Questa canzone, come altre, è inserita nello spettacolo che ho portato in teatro con Battiston. A lui e a Bajani va un pensiero di ringraziamento perché a cinquant'anni hanno saputo ancora insegnarmi molto. Un'altra canzone dedicata è '18.000 giorni' e va all'amico Erri De Luca, mentre 'Sottosopra' è una preghiera laica che va a tutti quelli che negli anni hanno pensato ad un futuro politico e sociale diverso da questo. Faccio il tifo per chi andrà domani a Roma a manifestare contro il Parlamento affinché ritorni un'idea di speranza. Prima di 'Sottosopra' nel disco c'è 'Acquadub', un piccolo episodio di musica dub, genere da rave del quale il mio batterista va pazzo. L'ho scritta, l'ho cantata e lui ci ha costruito intorno un mondo musicale e visto che mi piaceva gli ho chiesto di farmi una versione ridotta da inserire nel disco".
Le ultime canzoni dell'album sono "20 mila Leghe (in fondo al mare)", dove "Leghe" è scritto appositamente con la L maiuscola ("C'è un riferimento diretto alla Lega Nord e alla visione demagogica assurda della secessione. Sembra di essere tornati indietro nel tempo quando se avevi un'unghia incarnita ti tagliavano tutto il piede. Tra cento anni rideranno di noi che abbiamo mandato rappresentarci in Parlamento dei personaggi ridicoli"), "Di niente, metà" e "La giostra", una filastrocca dedicata al figlio. "Vitamia" verrà presentato in concerto in Italia con una tournée che prenderà il via il prossimo 9 novembre da Barletta e proseguirà undici date toccando città come Udine il 12 novembre, Forlì il 2 dicembre, Vercelli il 4 dicembre, Genova il 6, Roma il 7, Torino il 12 e Milano il 13 dicembre. All'estero, dove il disco verrà pubblicato da Harmonia Mundi - Le Chant du monde, Testa si esibirà dal vivo nel 2012 in Austria, Svizzera, Francia e Germania, anche se il cantautore ammette: "Preferisco suonare in Italia". Testa svela infine i suoi desideri futuri: "E' da molto tempo che penso di musicare delle poesie con un disco in stile 'Le parole degli altri', ma non è per nulla facile e so che ci vorrà ancora molto tempo. Un altro progetto che vorrei fare è invece dedicato a 'Le canzoni degli altri', un album di cover da cantare sotto la doccia con brani di Fred Buscagline, Fabrizio De André e molti altri. Battisti? Per forza, chi non lo ha amato in gioventù'".

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