Aimster nel mirino di Copyright.net

Aimster nel mirino di Copyright.net
Dopo avere bloccato, venerdì scorso 9 marzo, il programmatore californiano Tim Wilson, che sul suo sito aveva caricato un “traduttore” di MP3 in grado di eludere i filtri posti alla circolazione dei file non autorizzati su Napster, la società di Nashville, che tutela in rete i repertori di 750 editori musicali e di autori come Eric Clapton, B.B. King e lo scomparso Roy Orbison, ha ora nel mirino anche la società di John Deep. Aimster (vedi news) ha infatti messo on-line un programma scaricabile gratuitamente che, analogamente a quello di Wilson, consente di tradurre nomi di artisti e titoli di canzoni in modo da renderli irriconoscibili dai sistemi di controllo attivati dai tecnici di Napster. Ma mentre Wilson ha ritirato dal Web il suo software riservandosi di riflettere più a fondo sulla questione (dopo che Copyright.net aveva convinto il suo provider principale, Excite@home, ad espellerlo dai suoi server), Deep sostiene di non avere ancora ricevuto nessuna comunicazione da parte dell’organizzazione che lavora per conto di autori ed editori. Un consulente di Copyright.net, Richard Rose, ha tuttavia fatto sapere di avere già preso contatti con l’Internet Service Provider AboveNet, chiedendo la rimozione di un software che, secondo quanto sostiene la società, viola tanto l’ingiunzione del giudice Marilyn Hall Patel che impone lo sgombero da Napster di tutti i file illegali quanto la nuova legislazione statunitense sulla protezione dei copyright in ambito digitale. Le azioni di “polizia” elettronica messe in atto da Copyright.net non si fermano qui, e stanno prendendo di mira anche i numerosi programmi, apparsi in rete in questi giorni, che consentono di eludere i filtri di Napster scombinando e modificando la scrittura dei nomi di artisti e canzoni che identificano gli MP3 scambiati in rete. L’obiettivo di Copyright.net, ha dichiarato Rose, è quello di fornire ai vari server di Internet una serie di link che consentano agli utenti della rete di rimpiazzare i file “pirata” con versioni codificate e protette, normalmente accessibili a pagamento. Ma non tutti la pensano allo stesso modo: a cominciare dagli stessi Wilson e Deep, che invocano la tutela della privacy e della libertà di espressione, a loro modo di vedere violati dagli interventi “censori” della società di Nashville. “Quel che facciamo consiste semplicemente nel criptare i messaggi che i consumatori si inviano l’un l’altro, per evitare che possano esserci interferenze”, sostiene il presidente di Aimster. Che annuncia propositi battaglieri e si prepara a diffondere in rete una versione più potente del programma (battezzata Scorpion), in grado di mascherare e di decifrare automaticamente i nomi dei file scambiati in rete.
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