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Per scovare i file 'pirata', Napster chiede aiuto a una società specializzata

Il sito californiano ha invocato la collaborazione di un’azienda specializzata di Berkeley, Gracenote Inc., nel tentativo di rintracciare tutti i file scambiati dai suoi utenti in violazione dei copyright delle case discografiche, così come richiesto dalla sentenza del giudice Hall Patel (vedi news). Il presidente di Gracenote, David Hyman, ha rivelato che la sua società ha sviluppato un’applicazione “custom”, modellata cioè sulle specifiche esigenze di Napster, in grado di smascherare i trucchi escogitati dagli utenti per sfuggire ai sistemi di sorveglianza introdotti dai tecnici del sito, inserendo ad esempio errori e variazioni ai nomi dei file scambiati on-line. Per effettuare i suoi controlli, Gracenote sta utilizzando il database CDDB, contenente nove milioni di canzoni e 850.000 album e utilizzato con grande frequenza dai web surfer per convertire i CD in file MP3. Il programma in questione calcola la durata dei brani contenuti in ciascun CD e la raffronta con le informazioni contenute nel database, indicando a chi lo usa il nome esatto di ogni canzone. Poiché si basa sui dati inseriti dagli utenti, il database in questione è in grado, secondo Hyman, di riconoscere molti file errati o scritti scorrettamente: nel programma, ad esempio, il nome degli ‘N Sync risulta scritto in 50 modi differenti. Basterà ad eliminare definitivamente dalle “liste nere” di Napster le centinaia di migliaia di canzoni segnalate dalle case discografiche?
    Il sito californiano ha invocato la collaborazione di un’azienda specializzata di Berkeley, Gracenote Inc., nel tentativo di rintracciare tutti i file scambiati dai suoi utenti in violazione dei copyright delle case discografiche, così come richiesto dalla sentenza del giudice Hall Patel (vedi news). Il presidente di Gracenote, David Hyman, ha rivelato che la sua società ha sviluppato un’applicazione “custom”, modellata cioè sulle specifiche esigenze di Napster, in grado di smascherare i trucchi escogitati dagli utenti per sfuggire ai sistemi di sorveglianza introdotti dai tecnici del sito, inserendo ad esempio errori e variazioni ai nomi dei file scambiati on-line. Per effettuare i suoi controlli, Gracenote sta utilizzando il database CDDB, contenente nove milioni di canzoni e 850.000 album e utilizzato con grande frequenza dai web surfer per convertire i CD in file MP3. Il programma in questione calcola la durata dei brani contenuti in ciascun CD e la raffronta con le informazioni contenute nel database, indicando a chi lo usa il nome esatto di ogni canzone. Poiché si basa sui dati inseriti dagli utenti, il database in questione è in grado, secondo Hyman, di riconoscere molti file errati o scritti scorrettamente: nel programma, ad esempio, il nome degli ‘N Sync risulta scritto in 50 modi differenti. Basterà ad eliminare definitivamente dalle “liste nere” di Napster le centinaia di migliaia di canzoni segnalate dalle case discografiche?

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