James Morrison, 'The awakening': 'Rifletto sul mio ruolo di padre e di figlio'

James Morrison, 'The awakening': 'Rifletto sul mio ruolo di padre e di figlio'

"The awakening" è il terzo album di James Morrison, che arriva a tre anni da "Songs for you, truths for me", disco che nella sua tracklist conteva la celebre "Broken strings" cantata con Nelly Furtado. In questo lasso di tempo tra i due lavori in studio sono successe molte cose nella vita di James: "Purtroppo è scomparso mio padre, un dolore grandissimo, e sono diventato padre, una gioia immensa", come dice l'artista. Gioia e dolore sono di certo i sentimenti trainanti di questa nuova produzione, seguita da Bernard Butler, chitarrista degli Suede. Rockol ha incontrato il cantautore inglese per parlare con lui di "The awakening", della sua vita e dei suoi progetti futuri. "Ho scritto questi brani in un anno e mezzo, un periodo di tempo in cui ho potuto riflettere su ciò che stavo facendo, mi sono preso i tempi giusti per capire bene cosa volevo trasmettere, cosa mi sarebbe piaciuto comunicare con questo nuovo lavoro. In studio, poi, abbiamo registrato in due settimane con Bernard e con un'orchestra dal vivo. Volevo un suono più pieno, più corposo e vitale. E' un album che parla molto di me. Non sono più 'James innamorato', che cerca se stesso e la persona da amare. Ora sono un padre che prova a dare il meglio a sua figlia, ed un figlio che sta cercando di riprendersi dalla perdita del proprio padre".

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Morrison parla con commozione del rapporto con la sua primogenita e del genitore scomparso, temi che hanno influenzato le nuove canzoni: "Essere padre è fantastico ma difficile allo stesso tempo. Con il lavoro che faccio cerco di dedicare a mia figlia ogni minuto libero che riesco a ritagliarmi. Elsie è una bambina vivace ma anche molto diligente, è spettacolare. A casa sono 'papà', niente atteggiamenti da pop star, sono solo io. Mi sto impegnando ad insegnarle cosa è il bene e cosa è il male, è dura. Dall'altra parte, sono un figlio che ha perso il proprio padre e sta cercando di convivere con un dolore immenso. Devo dire che metà del mio disco indaga il rapporto che avevo con lui, esplora la mancanza che sento ed i sentimenti che provo. E' stato quasi terapeutico scavare così a fondo", prosegue il cantante. James ci racconta anche del suo duetto con Jessie J nel brano "Up": "Lavorare con Jessie è stata un'esperienza splendida, lei è una donna bellissima e davvero talentuosa. Vi devo confessare che ero davvero emozionato al pensiero di incontrarla, non sapevo cosa aspettarmi. Mi sono ritrovato davanti una ragazza super semplice e preparatissima. La sua voce è così malleabile da poter interpretare tutto. Cercavo una sonorità molto più soul per questo album e la sua voce calzava a pennello. Quando è morto mio padre ho ascoltato tantissimi artisti black, Stevie Wonder su tutti, che mi hanno molto influenzato. Ma niente virtuosismi o gorgheggi per me, la voce rimane pulita e lineare. Con la scelta del primo singolo, 'I won't let you go', non traspare molto questo cambiamento di sound, perchè il brano è molto simile alle mie precedenti produzioni e ciò è stato fatto per tracciare una sorta di continuum con gli altri album. Ascoltando il resto dei brani si cattura l'esplosione di nuovi generi. Non mi è mai interessato avere i dischi al vertice delle classifiche, faccio quello che sento, suono e vivo per la musica. Mi sento già fortunato così, il resto non conta". Morrison sarà in tour il prossimo anno, ma presenterà "The awakening" a fine ottobre a Roma e Milano. Non mancherà, però. di esibirsi nuovamente in Italia nel 2012: "Tornerò sul palco il prossimo anno per un tour vero e proprio, non vedo l'ora di suonare live. Probabilmente sarò da voi il 22 marzo, prima vado in Austria e Germania. Sarò accompagnato da una live band strepitosa. Sapete quale sarebbe il mio sogno? Suonare dal vivo come fa Springsteen. Ho visto un suo concerto qualche tempo fa e sono rimasto estasiato. Lui e la sua band sono una sola essenza. Anch'io vorrei essere tanto coeso con i miei musicisti. Non sono una 'prima donna', non mi interessa essere un solista in concerto, sono solo James e canto ciò che ho nell'anima", conclude il musicista.

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