Bruce Springsteen, i dischi e i concerti: l'opinione di Ermanno Labianca

Bruce Springsteen, i dischi e i concerti: l'opinione di Ermanno Labianca

Il futuro del Boss, tra dischi (solisti e non), la E Street Band e il prossimo tour: Rockol ha chiesto a Ermanno Labianca, autorità springsteeniana tricolore...

La ridda di indiscrezioni riguardo alle attività di Bruce Springsteen nell'immediato futuro - culminate con l'ipotesi, l'altro ieri, di una calata nello Stivale all'inizio della prossima estate - hanno riportato di prepotenza le attività del Boss sotto i riflettori della ribalta internazionale, scatenando su forum e newsgroup dedicati al rocker americano un polverone fatto di congetture, speranze e - giusto per non farci mancare nulla - anche qualche gustoso fake da dare in pasto ai frequentatori del Web meno avvertiti. Di (quasi) certo, allo stato attuale delle cose, è che la voce di "Nebraska" da qualche tempo sia al lavoro in studio, e che - logicamente - a questo lavoro in studio seguirà un esteso tour mondiale. Rockol ha chiesto un parere a Ermanno Labianca, massima autorità italiana in materia, per cercare di fare luce sulle prossime mosse del Boss, analizzando con precisione e competenza le principali opzioni che si potrebbero presentare al Boss nei prossimi mesi.

La prima domanda, inevitabile, riguarda l'attività discografica: ci sarà da aspettarsi un disco solista o uno con la E Street Band? "Il fatto che Springsteen stesse lavorando ad un disco 'in proprio' era un dato di fatto. Oltre alle indiscrezioni trapelate in Rete su produttori e musicisti coinvolti, le tempistiche erano assolutamente mature perché lui facesse una scelta del genere. Dopotutto, era reduce da due album e due tour mondiali con la E Street Band, ed analizzando la sua discografia è facile intuire come, dopo un periodo del genere, fosse tempo per tornare da solo ad atmosfere più raccolte. E' altrettando vero, però, che tanto il Boss quanto la E Street Band non possano rimanere indifferenti a quanto successo quest'anno: la scomparsa di Clarence Clemons è stato un colpo durissimo per il gruppo, e fermare adesso la giostra, con un morale così basso, potrebbe portare a conseguenze irrimediabili. Una cosa è certa: di sicuro, non assisteremo al passaggio 'in lavorazione' da un disco solista a un disco con la band. La E Street è una macchina titanica, che quando si mette in moto lavora le composizioni in maniera corale sin dallo stato embrionale. E' altrettanto sicuro che - nelle pause degli ultimi due tour - Springsteen e il gruppo abbiano accumulato materiale grezzo in studio: è una loro consuetudine, niente che un appassionato non sappia. A questo punto, sarebbe lecito pensare che la lavorazione del disco solista possa venire accantonata in favore di una rapida ripresa dei lavori con la E Street Band, sfruttando il materiale d'archivio a disposizione".

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E quindi si presenta la seconda questione: lo stato attuale della E Street Band. "Senza dubbio la scomparsa di Clemons ha sconvolto gli equilibri del gruppo. Musicalmente, ma anche dal punto di vista meramente scenografico, 'Big man' era e rimane insostituibile. Tuttavia le condizioni di Clarence, negli ultimi tempi, non era decisamente ottimali, specialmente dal vivo, e - seppur sotto traccia - ad un 'dopo Clemons' erano già in molti a pensarci. L'ipotesi più probabile è che Springsteen stia pensando ad un revisione radicale del progetto, tanto dolorosa quanto necessaria, perché non tutti gli elementi venuti meno in questi anni - penso anche a Federici - sono intercambiabili. L'idea che mi sono fatto, vista anche la recente operazione su 'The darkness on the edge of town', è che l'assetto del gruppo possa tornare a quello degli anni Settanta, con la sezione ritmica, le chitarre e le tastiere. Sarebbe un set più asciutto, meno ricco ma più rock ed essenziale. Perché con una somma di assenze una grande assenza si nota di meno. Clemons è insostituibile. Pensiamo anche all'aspetto scenografico dal vivo: il ragazzo bianco con la chitarra che scivola, in ginocchio, ai piedi del grande uomo afroamericano con sax, l'unione tra rock and roll e soul. E' inimmaginabile vedere un bianco, magari biondo, una donna, o - peggio ancora, perché avrebbe un sapore di clonazione insopportabile - un nero al sassofono della E Street Band. Il pubblico è troppo abituato alle dinamiche con Clarence per tollerare qualcosa del genere. Certo, una soluzione potrebbe essere una sezione fiati, in seconda linea, con un sassofonista capace di ritagliarsi i propri spazi - musicalmente parlando - durante i solo, ma di più non oso immaginare. C'è poi da considerare il fatto che Springsteen, negli ultimi tempi, abbia incontrato un produttore diverso da Brendan O'Brien, Ron Aniello: non che O'Brien non fosse brano, intendiamoci, ma lui - penso al lavoro su "Working on a dream" - ha un gusto più orchestrale, più attento alle armonie vocali e agli arrangiamenti, che - in prospettiva di un ritorno alle origini - potrebbe rivelarsi non esageratamente appropriato".

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Il quid, a questo punto, rimarrebbe la data di pubblicazione del disco. "Negli ultimi tempi si sono rincorse talmente tante voci, sul nuovo disco di Springsteen, da lasciar spazio a qualsiasi congettura: peccato che molto fossero palesemente infondate. Volendo essere razionali, mi sento di escludere una possibile pubblicazione di un nuovo album prima della fine del 2011. Le ragioni sono due: la prima è che i dischi del Boss non vengono annunciati con un mese o poco più di anticipo rispetto alla pubblicazione, vista la mastodontica macchina discografico-promozionale che si mette in moto in occasioni del genere. Ed, essendo ormai ad ottobre, è inverosimile che una nuova fatica in studio possa essere annunciata per novembre. In dicembre Springsteen non è mai uscito, almeno con dischi di inediti in studio, quindi propenderei più per una pubblicazione entro la primavera del 2012, se non addirittura alla fine della prossima estate".

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Nel caso la supposta nuova fatica in studio dovesse uscire in primavera, gli inevitabili tempi tecnici lascerebbero i presupposti ad un eventuale tour in Europa - e, più in particolare, in Italia, come ipotizzato in settimana - all'inizio della prossima estate? "Perché no? L'ipotesi potrebbe essere quella di un 'first touch' da una dozzina abbondante di date negli USA per poi una branca estiva europea che duri buona parte della bella stagione, sfruttando la disponibilità di stadi e festival, per poi ritornare negli Stati Uniti prima dell'inizio dell'autunno. Bisogna essere cauti, da questo punto di vista: Trotta non ha parlato esplicitamente di Bruce Springsteen, ma solo di un 'evento memorabile', quindi tutte le ipotesi sono aperte...". Le voci su un ritorno on the road del Boss si stanno tuttavia moltiplicando... "Tutto dipende da che tipo di disco uscirà. Da solista non ha mai affrontato gli stadi, quindi - in uno scenario del genere - è più facile che possano essere battuti teatri e palazzetti. Se invece dovesse entrare in scena la E Street Band, ovviamente, la prospettiva cambierebbe radicalmente. Non è affatto da escludere la possibilità, in caso di tour italiano col gruppo, che le tappe possano anche essere più di una: anzi, vista l'affezione del Boss per l'Italia, pienamente e incondizionatamente ricambiata dal suo pubblico, credo che sia molto probabile che le tappe possano anche moltiplicarsi. Data la domanda di biglietti, sempre enorme, per i suoi concerti, credo sia conveniente - sotto tutti i punti di vista - non limitarsi ad un solo appuntamento...".
 

Dall'archivio di Rockol - Bruce Springsteen racconta Asbury Park
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FRANCESCO DE GREGORI
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