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NEWS   |   Industria / 30/09/2011

Einstein Multimedia: 'E' la Rai dei burocrati a non volere Top Of The Pops'

Einstein Multimedia: 'E' la Rai dei burocrati a non volere Top Of The Pops'

La notizia della cancellazione di "Top Of The Pops" dal palinsesto di Rai2, a poche ore dalla prevista messa in onda (domani pomeriggio) della prima puntata, sembra avere spiazzato anche il produttore del programma, Einstein Multimedia. "Ufficialmente non ci è mai stato comunicato nulla", dichiara a Rockol l'amministratore delegato Andrea Olcese prima di iniziare a ricostruire la cronologia degli eventi: "Ai primi di agosto", racconta, "avevo avuto un incontro con il neodirettore di rete Pasquale D'Alessandro, con cui i rapporti sono più  che amichevoli dopo avere condiviso per tanti anni la meravigliosa avventura del 'Novecento' condotto da Pippo Baudo. In quella circostanza mi era stato assicurato che avremmo continuato ad andare in onda nel nostro orario tradizionale, alle 14 del sabato prima di 'Sabato Academy' a cui avremmo dovuto fare da traino. Ora, non andando in onda noi, quel programma si scontrerà con 'Amici': a me sembra la cronaca di una morte annunciata, un errore televisivamente madornale". Torniamo a quella conversazione estiva..."D'Alessandro voleva confermare la formula dell'anno scorso, con l'apertura ai comici che fanno umorismo sul mondo della musica. E infatti i risultati erano stati soddisfacenti: gli share da 15 per cento, che facevamo ai tempi di Italia 1 andando in onda in anticipo per non sovrapporci al programma della De Filippi, non sono più immaginabili. Ma assicuravamo comunque una media di un milione e mezzo di ascoltatori a puntata: un pubblico giovane, potenziale acquirente di dischi e che si tiene solitamente a distanza dalle tv generaliste. Il brand ha ancora un valore, tanto è vero che mi risulta che la Bbc voglia rimetterlo in funzione in Gran Bretagna. E se TOTP non va in onda ci perdono l'industria discografica e la Sipra, la concessionaria pubblicitaria Rai che con il programma ha sempre fatto ottimi affari. E anche gli artisti: penso a tutti quelli, dai Subsonica ai Verdena, da Cristina Donà ai Baustelle, da Bob Geldof ai Beady Eye di Liam Gallagher, che sono venuti da noi e che difficilmente si presterebbero ai meccanismi di un talent show: eravamo rimasti l'unico programma musicale a non fare ricorso al televoto".

"Non ci è stato addotto alcun motivo di ordine editoriale per la cancellazione del programma", sostiene Olcese. "Non c''è un motivo politico. E men che meno c'è un motivo economico, dal momento che costiamo pochissimo (si parla di 20 mila euro a puntata, ndr). Con poche e semplici modifiche allo studio di 'Quelli che il calcio', la nostra scenografia costa sì e no 5 mila euro l'anno". E allora? "Allora l'unico motivo sembra essere di ordine burocratico. Ci hanno contestato la mancata esibizione nei tempi previsti del cosiddetto Durc, il certificato di regolarità contributiva che attesta l'assolvimento di tutti gli obblighi  fiscali e previdenziali e che il ministro Brunetta vorrebbe abolire. O meglio, la documentazione che gli abbiamo presentato non è stata giudicata sufficiente: come se alla Rai possa interessare un'eventuale pendenza con il Fisco risalente a un programma Mediaset di cinque anni fa... Nei confronti della Rai siamo creditori di oltre un milione di euro, le ultime due stagioni televisive non ci sono state ancora pagate. Eppure Rai2 ha riempito il programma di pubblicità tabellare, di telepromozioni e di product placement, spremendone tutte le prerogative commerciali possibili...Faremo un decreto ingiuntivo e vedremo cosa dirà il giudice". Rapporto chiuso definitivamente, dunque? TOPT potrebbe emigrare altrove? Olcese si mostra possibilista: "Non so cosa potrà succedere. Certamente ci guarderemo intorno, non dimentichiamo che oltre alla tv generalista esiste quella satellitare. Ma io spero ancora nel recupero del rapporto con la tv pubblica: confido nel buon senso di uomini come Marano e D'Alessandro che mettono il prodotto in cima all'elenco delle priorit¨¤".