Einstein Multimedia: 'E' la Rai dei burocrati a non volere Top Of The Pops'

La notizia della cancellazione di "Top Of The Pops" dal palinsesto di Rai2, a poche ore dalla prevista messa in onda (domani pomeriggio) della prima puntata, sembra avere spiazzato anche il produttore del programma, Einstein Multimedia. "Ufficialmente non ci è mai stato comunicato nulla", dichiara a Rockol l'amministratore delegato Andrea Olcese prima di iniziare a ricostruire la cronologia degli eventi: "Ai primi di agosto", racconta, "avevo avuto un incontro con il neodirettore di rete Pasquale D'Alessandro, con cui i rapporti sono più  che amichevoli dopo avere condiviso per tanti anni la meravigliosa avventura del 'Novecento' condotto da Pippo Baudo. In quella circostanza mi era stato assicurato che avremmo continuato ad andare in onda nel nostro orario tradizionale, alle 14 del sabato prima di 'Sabato Academy' a cui avremmo dovuto fare da traino. Ora, non andando in onda noi, quel programma si scontrerà con 'Amici': a me sembra la cronaca di una morte annunciata, un errore televisivamente madornale". Torniamo a quella conversazione estiva..."D'Alessandro voleva confermare la formula dell'anno scorso, con l'apertura ai comici che fanno umorismo sul mondo della musica. E infatti i risultati erano stati soddisfacenti: gli share da 15 per cento, che facevamo ai tempi di Italia 1 andando in onda in anticipo per non sovrapporci al programma della De Filippi, non sono più immaginabili. Ma assicuravamo comunque una media di un milione e mezzo di ascoltatori a puntata: un pubblico giovane, potenziale acquirente di dischi e che si tiene solitamente a distanza dalle tv generaliste. Il brand ha ancora un valore, tanto è vero che mi risulta che la Bbc voglia rimetterlo in funzione in Gran Bretagna. E se TOTP non va in onda ci perdono l'industria discografica e la Sipra, la concessionaria pubblicitaria Rai che con il programma ha sempre fatto ottimi affari. E anche gli artisti: penso a tutti quelli, dai Subsonica ai Verdena, da Cristina Donà ai Baustelle, da Bob Geldof ai Beady Eye di Liam Gallagher, che sono venuti da noi e che difficilmente si presterebbero ai meccanismi di un talent show: eravamo rimasti l'unico programma musicale a non fare ricorso al televoto".

    La notizia della cancellazione di "Top Of The Pops" dal palinsesto di Rai2, a poche ore dalla prevista messa in onda (domani pomeriggio) della prima puntata, sembra avere spiazzato anche il produttore del programma, Einstein Multimedia. "Ufficialmente non ci è mai stato comunicato nulla", dichiara a Rockol l'amministratore delegato Andrea Olcese prima di iniziare a ricostruire la cronologia degli eventi: "Ai primi di agosto", racconta, "avevo avuto un incontro con il neodirettore di rete Pasquale D'Alessandro, con cui i rapporti sono più  che amichevoli dopo avere condiviso per tanti anni la meravigliosa avventura del 'Novecento' condotto da Pippo Baudo. In quella circostanza mi era stato assicurato che avremmo continuato ad andare in onda nel nostro orario tradizionale, alle 14 del sabato prima di 'Sabato Academy' a cui avremmo dovuto fare da traino. Ora, non andando in onda noi, quel programma si scontrerà con 'Amici': a me sembra la cronaca di una morte annunciata, un errore televisivamente madornale". Torniamo a quella conversazione estiva..."D'Alessandro voleva confermare la formula dell'anno scorso, con l'apertura ai comici che fanno umorismo sul mondo della musica. E infatti i risultati erano stati soddisfacenti: gli share da 15 per cento, che facevamo ai tempi di Italia 1 andando in onda in anticipo per non sovrapporci al programma della De Filippi, non sono più immaginabili. Ma assicuravamo comunque una media di un milione e mezzo di ascoltatori a puntata: un pubblico giovane, potenziale acquirente di dischi e che si tiene solitamente a distanza dalle tv generaliste. Il brand ha ancora un valore, tanto è vero che mi risulta che la Bbc voglia rimetterlo in funzione in Gran Bretagna. E se TOTP non va in onda ci perdono l'industria discografica e la Sipra, la concessionaria pubblicitaria Rai che con il programma ha sempre fatto ottimi affari. E anche gli artisti: penso a tutti quelli, dai Subsonica ai Verdena, da Cristina Donà ai Baustelle, da Bob Geldof ai Beady Eye di Liam Gallagher, che sono venuti da noi e che difficilmente si presterebbero ai meccanismi di un talent show: eravamo rimasti l'unico programma musicale a non fare ricorso al televoto".

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