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NEWS   |   TV / 30/09/2011

Star Academy: giudizio rinviato, alla prossima

Star Academy: giudizio rinviato, alla prossima


Sarebbe troppo facile, e ingeneroso, e sleale, sottolineare i pessimi risultati di ascolto del talent show che ha debuttato ieri sera su Rai Due (battuto da tutti, anche da “Piazzapulita” di La7, tranne da Rete 4). Oltretutto personalmente penso che la televisione di qualità debba venire a patti con l'accettazione di numeri di ascolto più contenuti rispetto alla televisione ultrapopolare. E devo riconoscere di non essere riuscito a resistere fino alla fine della trasmissione: quando è arrivato Max Pezzali ormai il sonno stava vincendo.
Va ricordato, naturalmente, che quella di ieri era la prima puntata, e che certe lungaggini e certe esitazioni e certi scollamenti verranno sicuramente evitati dopo il rodaggio del debutto.
Quel che non mi è dispiaciuto: il montaggio delle schede dei concorrenti (sui testi meglio sorvolare), l'orchestra (che però non si sentiva bene, almeno da casa), la definizione di iVote per l'aggeggio con cui i giurati esprimono le proprie valutazioni, e qualche scelta di canzone (parlo delle canzoni internazionali; con quelle italiane si è partiti che peggio non si poteva con “Vivo per lei”, lacrimoso inno alla musica che in bocca a quei ragazzi suonava ultraretorico e per nulla credibile).
Quel che non mi è piaciuto: l'audio (a casa è stato terribile, in studio non so), l'abuso di superlativi e in generale di appellativi roboanti e fuori misura (“immensi talenti”?), le ridicole schede di presentazione dei giurati e dei tutor (“Il mattatore coi baffi”, Nicola Savino? “Il musicista che tutto il mondo ci invidia”, Roy Paci? “La signora della mala dal successo senza fine”, Ornella Vanoni? “La più amata dagli italiani” Lorella Scavolini – mi correggo, Cuccarini?).
Francesco Facchinetti ha fatto tutto quel che era in suo potere per tenere in piedi la baracca. E deve aver fatto una fatica micidiale, considerando che né giudici (con l'eccezione di Ornella Vanoni, protagonista spero volontaria di alcuni dei momenti di leggerezza dell'interminabile spettacolo: “mi scappa la pipì” è già culto in rete) né tutor hanno saputo caricarsi sulle spalle un po' di responsabilità di intrattenimento.
Dei concorrenti, non saprei francamente che dirvi. Me ne ricordo due o tre, ma per l'aspetto fisico e non per la voce. Qui, e qui necessariamente, bisognerà aspettare un po' per capire – se riusciranno a farcelo capire, cioè se lasceranno cantare i ragazzi anche da soli – chi ha i numeri e chi no. (fz)