Sanremo, Gianni Bella, il blues e la melodia italiana

Sanremo, Gianni Bella, il blues e la melodia italiana
Gianni Bella è al quarto Festival di Sanremo, ma è un personaggio che ha sulle spalle una carriera lunghissima, costellata da successi come interprete. E come autore: l’ultimo successo , fatto di 3 milioni di copie vendute è quello degli ultimi due album di Adriano Celentano.
Sulle ali dell’entusiasmo di questo trionfo, Bella si è presentato alla 51^ edizione della kermesse canora nazionale in prima persona. Come racconta a Rockol nella sua redazione sanremese, “il Festival è una vetrina a parte, una storia a sé; è una miscela esplosiva che si consuma tutta in una settimana, un amplificatore di ciò che proponi, nel bene e nel male".
"Al di là delle classifiche, dei vincitori e vinti, ho vissuto questa esperienza in maniera serena per due motivi", spiega il cantante/autore. "Prima di tutto perché sono felicissimo di essere da tre anni primo in classifica con i dischi di Adriano Celentano e non potrei chiedere di più; poi perché penso di aver fatto un disco onesto che raccoglie tutta la quotidianità degli ultimi 10 anni. Se riesco a trasferire al grande pubblico questo lavoro e le emozioni che contiene sarò certamente superfelice".
"Sai, quando fai successo come autore è un conto, ma puntare su se stessi è un po’ più impegnativo", continua Bella. "Io preferisco fare di meno ma ottenere il successo personalmente. Anche se il successo di Adriano è come se fosse mio, è entrato nella mia pelle. E' stato grandioso, perché lui è un personaggio umanamente eccezionale.”
Al Festival della Carrà, Gianni Bella si è presentato con una canzone dalla struttura classicamente blues, semplicemente seguendo il suo istinto del momento. Una decisione anomala rispetto a quelle normalmente prese dai partecipanti a questa manifestazione, che stanno mesi a studiare il brano più adatto, se non lo scrivono appositamente per il Festival. “Volutamente ho voluto presentare un pezzo di questo genere; non perché era quello più adatto a Sanremo, ma perché era quello che mi piaceva di più e perché esprimeva l’esatta dimensione che in questo momento io voglio dare alla gente; una dimensione volutamente retrò, un passato che non voglio perdere. Io sono nato cantante-chitarrista negli anni ’60 e da studente, in Sicilia, andavo a suonare nei club. Mi sono subito innamorato della black music e facevo solo quella. La mia ricerca era quella di fondere la cultura blueseggiante americana con Puccini e con la melodia italiana, il che non è un’impresa facile. Ho fatto i miei esperimenti, anche con Adriano, e hanno funzionato. Io sono convinto che questo ritorno al passato possa proiettare nel futuro. Non esiste musica del futuro se non hai radici ben piantate.”

Rockol è a Sanremo: per vedere e ascoltare le interviste realizzate ai protagonisti del Festival, cliccate qui:
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