Salone della Musica: presentati tre album-compilation dedicati a Serge Gainsbourg, francese mito maledetto

Per presenziare alla conferenza stampa di presentazione di tre dischi dedicati all’opera di Serge Gainsbourg, è arrivata a Torino persino Jane Birkin: l’attrice, già compagna di Gainsbourg e cointerprete con lui di uno dei brani più scandalosi del pop, "Je t’aime.

moi non plus", registrato nel 1969, ha ripercorso di fronte al pubblico i contorni della sua storia d’amore con Gainsbourg e i tempi della sua vita mondana, quando la loro coppia era considerata la più trasgressiva e adulata dai media di tutta la Francia. C’era anche Sergio Caputo a parlare di Gainsbourg, ripercorrendone la vita travagliata e ‘maledetta’: anticonformista per natura, l’artista francese "divenne famoso per essere famoso: rappresentò la ‘libido’ del popolo francese, fu l’anti-eroe per eccellenza capace di provocare uno shock al comune senso del pudore di una nazione. Usò la televisione come un mezzo per veicolare i suoi oltraggi, la sua personalità era talmente forte da porre spesso in ombra il suo immenso talento di musicista e poeta", come recita giustamente il comunicato stampa che accompagna i tre cd. Scomparso nel 1991 all’età di 63 anni, Gainsbourg attraversò quasi tutti i generi artistici nel corso della sua carriera, in alcuni casi finendo per precorrere i tempi con incisioni che miscelavano abilmente rap, reggae, ritmi latini e lounge music. I tre volumi documentano per l’appunto le tre sfaccettature essenziali della sua avventura musicale: così "Du jazz dans le ravin 1958-1964" testimonia egregiamente il suo periodo parigino fortemente influenzato dal jazz di Miles Davis e dalle incisioni realizzate con dei jazzisti. "Couleur café 1959-1975" vede invece Gainsbourg alle prese con il repertorio più latineggiante e caraibico, dando vita a quella che potrebbe essere considerata una perfetta compilation ‘exotica’. Infine, "Comic Strip 1966-1969" mette invece l’accento sulla vena pop e sperimentale dell’artista, regalando gemme come "Bonnie and Clyde", interpretata in duetto con Brigitte Bardot e qualche anno fa ripresa dal rapper francese McSolaar per la sua splendida "Nouveau Western", e la già menzionata "Je t’aime.moi non plus". Un artista che sarebbe da riscoprire e che invece in Italia è quasi totalmente sconosciuto: basti pensare che non esiste da noi un solo libro dedicato a Serge Gainsbourg, che per importanza musicale non è certo secondo a molti e più titolati suoi colleghi d’oltralpe. .

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