I R.E.M. si sono sciolti: fine della corsa

I R.E.M. si sono sciolti: fine della corsa

Dopo 31 anni di carriera, i R.E.M. di Michael Stipe hanno deciso di mettere fine alla propria avventura: a darne notizia è stata la stessa band per mezzo di un comunicato apparso sulla propria pagina Web. "Siamo e rimarremo amici per la vita, ma abbiamo deciso di cessare di esistere come gruppo", si legge nel dispaccio: "Ce ne andiamo con un grande senso di gratitudine e di incredulità per tutto quello che ci è successo. A tutti quanti siano stati toccati dalla nostra musica: grazie per averci ascoltato". "Durante il nostro ultimo tour, e durante la lavorazione del nostro ultimo album, 'Collapse into now', eravamo soliti chiederci: 'E poi cosa faremo'?", ha dichiarato il bassista Mike Mills, che - insieme a Stipe e al chitarrista Peter Buck - rappresentava, dopo le dimissioni di Bill Berry, nel 1997, il nucleo originale del gruppo di Athens, Georgia, "Lavorare sulla nostra musica e sui nostri ricordi di trent'anni è stato un lavoro d'inferno. Le ultime canzoni che abbiamo scritto, quindi, ci sono sembrate l'epilogo naturale della nostra carriera". "Un uomo saggio una volta disse: 'La cosa più importante da capire, ad una festa, è quando arriva il momento di andare via'", gli ha fatto eco Michael Stipe: "Insieme siamo stati capaci di costruire qualcosa di straordinario. Noi abbiamo fatto tutto questo, e adesso ce ne stiamo allontanando. Spero che i nostri fan si rendano conto che questa sia stata una decisione tutt'altro che facile. Tutte le cose devono finire, ma l'importante è che finiscano nel modo giusto. E noi vogliamo finire nel modo giusto, il nostro modo". "Il gruppo può essersi sciolto, ma noi rimarremo grandi amici", ha specificato il chitarrista Peter Buck: "Di certo rimarrò in giro. Magari in un negozio di vecchi dischi in vinile. O nella penombra, nel retro di un live club, a guardare un gruppo di diciannovenni che cercano di cambiare il mondo".

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Dalla propria formazione, avvenuta nel 1980 a Athens, Georgia, cittadina universitaria che negli anni seppe far emergere e regalare al mondo del rock talenti come B-52's, Pylon e Vic Chesnutt, i R.E.M. hanno pubblicato quindici album di studio: il primo, "Murmur", dato alle stampe nel 1983, ha subito segnalato il quartetto come capostipite dell'alt-rock a stelle e strisce, a cavallo tra atmosfere college e new wave, senza dimenticare il retaggio garage portato di dote da Buck. Grazie a singoli eccezionali come "It's the end of the world as we know it (And I feel fine)" (da "Document" del 1987), "Shiny happy people" e "Losing my religion" (entrambi da "Out of time" del 1991), la band si afferma come una delle realtà più consolidate nel panorama rock a stelle e strisce, passando da gruppo di culto a grande nome mainstream. Stipe e compagni, ai quali la targa di "artisti da MTV" va stretta, si reinventano e stupiscono tutti, nel 1992, con il capolavoro "Automatic for the people": acustico e orchestrale (e realizzato con la collaborazione di John Paul Jones dei Led Zeppelin), il disco ridefinisce i canoni del rock planetario grazie a ballate come "Man on the moon" e "Everybody hurts". Seguono l'elettrico "Monster" e lo sperimentale "New adventures in Hi-Fi", prima che - nel 1997 - il batterista Bill Berry alzi bandiera bianca ed abbandoni la band. Verranno poi album interlocutori come "Reveal" del 2001 e "Around the sun" del 2004, dove per la prima volta fa la sua comparsa una forte componente elettronica, prima che il gruppo ritorni alle origini con "Accelerate", nel 2008, prodotto da Jacknife Lee.

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