Mario Lavezzi parla del suo ultimo disco: 'Le belle canzoni non invecchiano mai'

Mario Lavezzi parla del suo ultimo disco: 'Le belle canzoni non invecchiano mai'

A pochi giorni dall'uscita di "L'amore è quando c'è", Mario Lavezzi ha incontrato la stampa  per parlare del suo ultimo progetto discografico.

Il disco è formato da brani inediti che il cantautore e produttore meneghino ha recuperato dal suo repertorio di vecchie e nuove composizioni, spinto soprattutto dalla voglia di scrivere e cantare di sé: "Ho scelto queste canzoni perché rappresentano momenti da me realmente vissuti. Credo che in tanti vi si possano identificare, così come ho fatto io, motivo per cui ho voluto raccontarle in prima persona". "Mi sono detto, ma che paura ho di svelarmi in un album? Tanto i dischi non si vendono più", ha poi scherzato il musicista. Le 12 tracce inserite ne "L'amore è quando c'è" sono firmate a quattro mani con Mogol, Saverio Grandi, Oscar Avogadro, Maurizio Costanzo, Lorenzo Vizzini - "una giovanissima promessa", ha assicurato il musicista -, con la poetessa Patrizia Cavalli e sono tutte interpretate dal solo Lavezzi, eccezion fatta per un duetto con .Ornella Vanoni (nella canzone "Imperscrutabili"). Per buona parte del 2011, l'ex Camaleonte, ha girato i teatri nazionali con lo spettacolo "Unplugged", facendo da spalla a Teo Teocoli - suo amico dai tempi dell'adolescenza - e aprendone lo show. "Dopo più di 150 spettacoli con Teo ho realizzato che scrivere solo per gli altri è limitante e faticoso", ha spiegato Lavezzi: "Così ho messo insieme vecchie canzoni che non erano mai state utilizzate e i nuovi brani più recenti, scritti in un periodo particolare... di sofferenza". L'autore di, tra le altre, "Vita" (Lucio Dalla e Gianni Morandi), "Stella gemella" (Eros Ramazzotti) e "E la luna bussò" (Loredana Bertè), ha fatto riferimento nello specifico a "Stella", la canzone che apre il suo nuovo disco, composta a seguito della dolorosa e (momentanea) separazione dalla moglie. Ma il musicista ha parlato anche del brano "L'amico latino": "E' l'unico pezzo che tratta di un tema sociale. Il testo prende spunto da Che Guevara, una icona generazionale simbolo di libertà, giustizia e speranza. Scrissi questa canzone con Mogol, nel 1999, per Adriano Celentano che però non la reputò adatta a lui. Ancora oggi 'L'amico latino' è di estrema attualità, per via di un'indignazione generale viva allora come oggi. Le canzoni belle non invecchiano mai per questo bisogna sempre tenerle lì". Tra i ricordi dei tempi passati e una presa di coscienza sule difficoltà del presente la chiacchierata con i giornalisti giunge al termine, quand'ecco levarsi l'immancabile domanda: "E Sanremo?". Risposta: "Mah...Potrei. Dall'album abbiamo lasciato fuori un pezzo scritto con Califano". Una replica tanto eloquente quanto evasiva.
 

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