NEWS   |   Italia / 11/10/1998

Madonna ha copiato Biagio Antonacci? E il regista Stefano Salvati consegna pizze a domicilio?E che c’entrano gli indiani Hopi?

Madonna ha copiato Biagio Antonacci? E il regista Stefano Salvati consegna pizze a domicilio?E che c’entrano gli indiani Hopi?
Toccherà a un tribunale stabilire se è vero che il video di “Ray of light” di Madonna (1998) è davvero “troppo” simile a quello di “Non è mai stato subito” di Biagio Antonacci (1994). Il regista Stefano Salvati e la Diamante Films di Bologna, che avevano relizzato il video di Antonacci, hanno incaricato i propri legali di avviare una causa di risarcimento danni a tutela del diritto d'autore contro la Oil Factory, produttrice di 'Ray of light''. Le scene ''incriminate'' sono state trasmesse ieri sera da ''Striscia la notizia''. «A rendere palese il plagio» - sostiene un comunicato della Diamante Films - «non sono tanto gli effetti che producono lo scorrere a due velocità diverse delle immagini, ma soprattutto i contenuti delle sequenze, che in ben 10 casi sono del tutto simili nei due video: un po' troppi per essere una coincidenza, che diventa statisticamente impossibile se si aggiunge che le azioni si svolgono quasi nella medesima successione, mentre anche i soggetti delle scene e la costruzione degli effetti sono quasi identici». Quelli della Diamante Films sono anche un po’ incattiviti: Billy Poveda, il legale della Oil Factory, alla prima lettera di contestazione, ha risposto con queste parole: «'Egregio signore, con il dovuto rispetto lei avrà più fortuna continuando a chiedere l'elemosina piuttosto che tentando di estorcere soldi alla Oil Factory… Gradirei che consigliasse al suo cliente di tornare al suo lavoro di fattorino di pizze, cercando di non approfittare del duro lavoro di un altro regista». Comprensibilmente offesi, («l'abbinamento Italia/pizza/ accattoni non è tra i più eleganti»), Stefano Salvati e la Diamante Film hanno avviato l’azione legale. Staremo a vedere come andrà.
Noi, col timore che tutto vada a finire come la storia Al Bano/Michael Jackson (accusati entrambi, alla fine, di aver copiato da altri: secondo il tribunale di Milano, come riportava Rockol il 31 dicembre dello scorso anno, sia Michael Jackson - per "Will you be there" - sia Al Bano - per "I cigni di Balaka" - hanno copiato da tre vecchi blues: "Tell hope", "Bless you" e "Just another day wasted away"), ci limitiamo a:
1. riportare integralmente in calce il comunicato di Salvati e della Diamante Films;
2. far notare che il fax della Oil Factory cui in detto comunicato si fa riferimento è solo in parte riportato sul sito Internet indicato: consta infatti di tre pagine, come si evince anche dall’intestazione, ma ne vediamo solo una;
3. osservare che saremmo curiosi di leggere anche quella che, in quanto si legge del fax, è indicata come “l’allegata copia di quella che potrebbe essere la più diretta ispirazione per l’idea originale concepita dal nostro regista”;
4. chiederci come mai, visto che il fax della Oil Factory è stato spedito (dalla sede di Hollywood o da quella di Londra, non sappiamo; ma scommetteremmo sulla prima) alle 9.34 del 29 luglio, e presumibilmente è stato ricevuto in Italia pochi minuti dopo, venga esibito solo adesso (c’entrerà il fatto che intanto “Ray of light”, questo il titolo corretto del video “incriminato”, si è aggiudicato cinque MTV Awards americani - come miglior video dell’anno, miglior video femminile dell’anno, migliore regia, migliore coreografia e miglior montaggio - e che Jonas Akerlund, regista di “Ray of light”, ha ricevuto altri due MTV Awards con “Smack my bitch up” dei Prodigy? o c’entrerà il fatto che proprio dopodomani, giovedì 12, Madonna sarà a Milano per gli European Music Awards di MTV?);
5. conseguentemente, interrogarci cosa sia successo tra il 26 giugno - giorno in cui si sentì parlare per la prima volta della “sospetta somiglianza” fra i due videoclip - e il 29 luglio, data della brusca risposta della Oil Factory, e fra il 29 luglio e oggi;
6. mormorare a mezza voce una parola difficile che nella lingua degli indiani Hopi significa “la vita senza equilibrio”: Koyaanisqatsi…
Come che sia, ecco il comunicato:

SI VA IN TRIBUNALE PER IL PLAGIO DEL VIDEO DI MADONNA AL VIDEO DI ANTONACCI
Una serie di sequenze evidentemente molto simili, concettualmente e filmicamente quasi identiche. Così il video “Ray of the light” di Madonna, pubblicato nel 1998, ricalca in il film di Biagio Antonacci “Non è mai stato sùbito” realizzato nel 1994 dal regista Stefano Salvati con la Diamante films di Bologna. Lo hanno potuto vedere ieri sera gli 11 milioni di telespettatori di “Striscia la notizia”, il programma che ha trasmesso, comparandole, le scene “incriminate”.
A rendere palese il plagio non sono tanto gli effetti che producono lo scorrere a due velocità diverse delle immagini, ma soprattutto i contenuti delle sequenze, che in ben 10 casi sono del tutto simili nei due video: un po’ troppi per essere una coincidenza. Entrambi i video ripropongono azioni che si svolgono quasi nella medesima successione: per strada, in un supermercato, in una mensa e in una stazione. Già questa è una difficile coincidenza, che diventa statisticamente impossibile se si pensa che entrambi gli autori hanno messo nello stesso video, a 4 anni di distanza, anche bambini che giocano sugli scivoli, artisti che disegnano per strada, immagini di allenamenti in palestra.
Oltre a questo, la costruzione degli effetti, con le scie di luce e il movimento delle nubi è ancora una volta quasi identico nel video di Madonna ed in quello di Antonacci.
Il regista Stefano Salvati ha chiesto spiegazioni alla Oil Factory Inc., produttrice del film di Madonna negli Stati Uniti, ma la risposta del legale della casa di produzione è stata incredibile, eccola:
Egregio signore - scrive Billy Poveda della Oil Factory al legale della Diamante Film- con il dovuto rispetto lei avrà più fortuna continuando a chiedere l’elemosina piuttosto che tentare di estorcere soldi alla Oil Factory... Gradirei che consigliasse al suo cliente - continua la lettera - di tornare al suo lavoro di fattorino di pizze cercando di non approfittare del duro lavoro di un altro regista. In poche parole - conclude la lettera - consideri fallito il suo tentativo di risolvere la questione fuori dal tribunale”.
A seguito della risposta, che suona anche un po’ razzista (l’abbinamento Italia/pizza/accattoni non è tra i più eleganti), Stefano Salvati e la Diamante Films hanno dato via all’azione legale istruendo la causa in Italia e riservandosi analoga contestazione negli Stati Uniti.
Bologna, 10 novembre 1998

I testi dei comunicati stampa e le immagini sono disponibili su Internet all’indirizzo:
www.diesis.it/ufficistampa
Su internet troverete anche la riproduzione della lettera originale in inglese inviata dalla Oil Factory.

Diamante Films e Stefano Salvati hanno realizzato recentemente il video di Sting con Sharon Stone “Freak the Mighty”. Salvati è inoltre l’autore di alcuni dei più importanti video di Zucchero e Vasco Rossi, oltre ad essere il regista del film “Jolly Blu” con gli 883, da pochi giorni nelle sale cinematografiche.
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