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NEWS   |   Industria / 20/09/2011

Un'altra etichetta ritira il catalogo, Spotify replica alle accuse

Un'altra etichetta ritira il catalogo, Spotify replica alle accuse

Dopo Century Media e Metal Blade, un'altra etichetta metal indipendente, la californiana Prosthetic Records (che ha nel roster gruppi come i Lamb Of God), ha ritirato il suo catalogo dal servizio di streaming Spotify. Il motivo è sempre lo stesso: "Non ci sono aspetti positivi, e i pagamenti si riducono a frazioni di penny", ha dichiarato al L.A. Weekly il comproprietario E.J. Johantgen ricalcando le rimostranze dei suoi colleghi (secondo Century Media, Spotify ha un effetto deprimente sugli acquisti di cd) e di artisti come gli Uniform Motion: questi ultimi, proprietari dei loro master, hanno raccontato di incassare 0,3 euro per ogni stream su Spotify, contro gli 0,6 che ricevono da Deezer (ma eMusic offre ancora meno: 0,29 dollari).

Pronta la replica a mezzo stampa della Web company svedese: "Spotify", precisano i suoi portavoce attraverso un comunicato, "non vende stream ma accessi alla musica. Gli utenti pagano questi accessi per mezzo di un canone di abbonamento oppure accettando di ascoltare le inserzioni pubblicitarie (come accade nelle radio commerciali). Non pagano per ogni singolo stream". Invece di usare lo stream come unità di misura, sostiene Spotify, artisti ed etichette discografiche dovrebbero considerare gli introiti complessivi garantiti dal servizio: "Dal momento del lancio, abbiamo pagato ai detentori dei diritti oltre 100 milioni di dollari, e la stragrande maggioranza delle etichette che lavorano con noi sono estremamente soddisfatte di quanto versiamo loro", prosegue il comunicato ricordando che secondo l'IFPI Spotify è la seconda maggiore fonte di introiti digitali per le case discografiche europee dopo iTunes. E poi c'è il discorso della pirateria: "Le stime", osservano i portavoce della società, "suggeriscono che circa il 95 % dei download musicali sono illegali. Spotify sta trasformando in consumatori paganti la maggioranza di coloro che prima scaricavano musica illegalmente".