Sanremo: ‘Eminem? Un caso da Carramba...'

Sanremo: ‘Eminem? Un caso da Carramba...'
Molto spettacolo, un po’ di musica, ma in secondo piano. Il 51° Festival della Canzone Italiana inizia con la tradizionale conferenza stampa della domenica, non sfuggendo alla regola che ormai domina la manifestazione.
Poco dopo le 12.30, Raffaella Carrà entra e si aggira per la sala stampa a salutare i giornalisti; poi si sistema al tavolo dei conferenzieri. Dove, in barba ad ogni scaramanzia, si siedono inizialmente in 17 (diventeranno 18, con l’arrivo del ritardatario Iapino): dirigenti RAI, organizzatori, amministratori locali, presentatori, traduttori. Dopo i i convenevoli di rito, prendono la parola i personaggi che affiancheranno la bionda presentatrice: Megan Gale (che parla in inglese e si scusa), Massimo Ceccherini e Enrico Papi.
Quando tocca a Raffaella Carrà, finalmente si tenta un timido approccio alla dimenticata protagonista del Festival, la musica. Musica che va realmente in primo piano solo quando si affronta il primo dei si presume tanti argomenti di polemica di questo Sanremo: la presenza di Eminem. Il rapper, chiaccheratissimo e criticatissimo per la crudezza dei suoi testi, e non solo da queste parti (vedi news), si esibirà martedì sera e canterà “Stan” (presumibilmente con la seconda voce di Dido campionata). La Carrà difende a spada tratta la scelta di invitarlo: “Ho visto il filmato con la storia della sua vita”, spiega la Carrà. "Sarebbe perfetto per ‘Carramba’… Non ha avuto amore da nessuno, nella sua vita. Mi sono molto intenerita, lo vedo come un ragazzo che ha estremo bisogna di affetto. Certo, nella musica mette solo la sua rabbia, come una sorta di terapia. Ma quando avrà finito questa terapia, come farà a fare ancora del rap, musica arrabbiata per eccellenza? Lo incontrerò prima della sua esibizione. Se mi dirà che non vuole nessuno sul palco e non vuole domande, lo accontenterò, non voglio fare pressione su nessun artista”.
A margine, e per evitare polemiche, la RAI comunica che la canzone non verrà sottotitolata con il testo tradotto. “Non l’abbiamo mai fatto”, spiegano. Eppure, per Springsteen nel ’96, si fece un’eccezione, quando cantò "The ghost of Tom Joad". Ma Eminem non è il Boss, e dopo il caso Sottotono dei giorni scorsi (vedi news), l’aria che tira è quella di evitare ulteriori polemiche: in fin dei conti, il festival vero e proprio non è ancora cominciato…


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