Entics, 'Soundboy': 'Io, il reggae e l'amore incondizionato per la musica'

Entics, 'Soundboy': 'Io, il reggae e l'amore incondizionato per la musica'

"Chi sono i soundboy? Sono tutti quei ragazzi che, come me, amano la musica incondizionatamente". Esordisce così Entics, all'anagrafe Cristiano, classe 1985, già pupillo di molti nomi noti della scena hip hop nostrana come i Club Dogo, Marrachash e Fabri Fibra, suo padrino musicale. Fibra, infatti, con il progetto "Tempi Duri" ha investito molto sull'artista milanese, offrendo ad Entics la possibilità di vedere pubblicato il suo album da una major, la Sony. Proprio domani, 20 settembre, esce "Soundboy", lavoro che presenta Cristiano al "grande pubblico". Nato writer, diventato reggaeman, Entics è già un nome noto nell'underground grazie ai suoi mixtape, che lo hanno fatto successivamente notare dai suoi colleghi rapper più noti: "Il ruolo del mixtape è fondamentale per un artista, in particolar modo per chi proviene dal mio ambiente musicale. Ho iniziato a dipingere graffiti sui muri da ragazzino ed è nata la crew con la quale 'decoravo' Milano fino a qualche tempo fa (anche il mio nome d'arte deriva dalla mia tag da writer), poi mi sono avvicinato alla cultura reggae e dancehall, che ritengo siano generi totalmente nelle mie corde, molto musicali, molto cantati. Ed il modo migliore per far conoscere i propri pezzi e per farsi strada in questo mondo, sono i mixtape. Per chi non sa cosa sono, i tape raccolgano tutto quel materiale scartato dai dischi, campioni, prove e via dicendo, ed è così che sono arrivato alle orecchie degli artisti con i quali poi ho collaborato. Molti, per via del mio gravitare nel mondo hip hop, mi scambiano per un rapper. Adesso, con questo disco, ho la possibiltà di fare un po' di chiarezza nelle menti di chi non ha presente il mio sound", dice il cantante. Pizzetto, camicia a quadri e faccia pulita: Entics è un ragazzo semplice, ma deciso, preparato e ben consapovele degli obiettivi che desidera realizzare: "I miei testi si rivolgono ai ragazzi come me, quelli che amano la vita vera, a cui interessa la realtà, a cui piace coltivare le amicizie reali. Ci sono tanti giovani che si lasciano schiacciare da Internet, dai Social Network, e a quali interessa solo apparire. Ne parlo in 'Click', singolo che ha anticipato il disco. Ed è un brano che rispecchia un episodio capitatomi di recente: una ragazza è venuta a farsi una foto con me prima del concerto e, dopo averla scattata, mi ha detto che poteva andare anche via, tanto era a posto così. Capite cosa intendo?", continua Cristiano. "Essere stato supportato da nomi importanti della scena rap mi ha dato la spinta a dare il meglio di me. Sono grato a Fibra per questa opportunità. Io e lui abbiamo lavorato molto in studio per rendere più comprensibile il mio linguaggio e trasformalo da slang a parole più semplici, proprio far in modo di diffondere la musica il più possibile. Di certo, è proprio questo il mio più grande obiettivo: spiegare ciò che faccio io, portare in giro i miei brani e coinvolgere più ragazzi possibili in questo. Meno internet e più rapporti face to face", afferma l'artista. "Devo moltissimo a mio padre, che suonava nei 'Sesto continente', storica band rivale del gruppo di Biagio Antonacci, il quale, con tanti sacrifici, mi ha iscritto al conservatorio pernettendomi di suonare il piano. Avere una base musicale è importante, ti aiuta a produrre qualsiasi genere tu scelga. A me piace fare le cose per bene, dando il meglio di me. Questo sono io, uesto é Entics. Ora però faccio parlare la mia musica", conclude Cristiano. Il musicista promuoverà il disco instore nei prossimi giorni, successivamente partirà un tour vero e proprio nei club. Per tutte le informazioni è possibile consultare il sito ufficilae di Entics.

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