Tv contro Web: Mediaset vince causa contro Yahoo! per violazione di copyright

I video postati sul Web estratti da trasmissioni televisive potrebbero costare molto - anzi, moltissimo - alle piattaforme che li ospitano: il tribunale di Milano, accogliendo l'istanza inoltrata da Mediaset, ha infatti condannato Yahoo! a risarcire l'azienda di Cologno Monzese per aver ospitato sulla propria piattaforma degli estratti video da programmi prodotti dal gruppo. Nello specifico, oltre ad intimare la rimozione immediata di tutti i contenuti per violazione del diritto d'autore, il tribunale ha fissato a 250 euro la penale per ogni video non rimosso e per ogni giorno di ulteriore permanenza online: il 18 ottobre verranno convocate le parti per la comunicazione dell'ammontare totale del risarcimento. "Questa decisione, ribadendo un fondamentale principio di diritto, costituisce un altro passo decisivo nella direzione della tutela di tutti gli editori che investono nella produzione di contenuti originali e negli autori che li generano", è stato il commento dell'azienda guidata da Fedele Confalonieri, che già nel 2008 intentò causa (vincendola) alla piattaforma di video sharing per definizione, Youtube, per lo stesso motivo.

    I video postati sul Web estratti da trasmissioni televisive potrebbero costare molto - anzi, moltissimo - alle piattaforme che li ospitano: il tribunale di Milano, accogliendo l'istanza inoltrata da Mediaset, ha infatti condannato Yahoo! a risarcire l'azienda di Cologno Monzese per aver ospitato sulla propria piattaforma degli estratti video da programmi prodotti dal gruppo. Nello specifico, oltre ad intimare la rimozione immediata di tutti i contenuti per violazione del diritto d'autore, il tribunale ha fissato a 250 euro la penale per ogni video non rimosso e per ogni giorno di ulteriore permanenza online: il 18 ottobre verranno convocate le parti per la comunicazione dell'ammontare totale del risarcimento. "Questa decisione, ribadendo un fondamentale principio di diritto, costituisce un altro passo decisivo nella direzione della tutela di tutti gli editori che investono nella produzione di contenuti originali e negli autori che li generano", è stato il commento dell'azienda guidata da Fedele Confalonieri, che già nel 2008 intentò causa (vincendola) alla piattaforma di video sharing per definizione, Youtube, per lo stesso motivo.

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