Mercato USA: l'effetto Internet fa crollare le vendite di singoli

Un anno spaccato in due, con un primo semestre foriero di buone notizie per l’industria musicale USA e i successivi sei mesi a frenare gli entusiasmi degli operatori: così la RIAA, l’associazione di categoria dei discografici statunitensi, sintetizza il bilancio musicale dell’anno 2000, un anno contraddittorio in cui a una crescita modesta delle vendite di album (+ 3,1 % in termini di fatturato industriale) ha fatto da contraltare il tonfo dei CD singoli (-38,8 % in numero di pezzi), imputabile, secondo i portavoce dell’associazione, al boom della musica gratuita su Internet attraverso servizi come Napster. Nel complesso, l’anno discografico USA si è chiuso in rosso, con una riduzione dell’1,8 % nel giro d’affari (pari a 14,3 miliardi di dollari) e del 7 % in termini di unità vendute, e cioè di supporti distribuiti dalle case discografiche al sistema distributivo. Secondo la stessa RIAA, la brusca inversione di tendenza registrata nella seconda parte dell’anno è dovuta al peggioramento delle condizioni economiche generali e alle difficoltà incontrate dai rivenditori al dettaglio, i quali hanno reagito restringendo i loro assortimenti e comprando con maggiore cautela a partire dai mesi estivi.
Ormai ridotti a una posizione marginale i video musicali (poco più di 18 milioni di supporti venduti) e le musicassette (- 38,5 %, per 76 milioni di pezzi), queste ultime messe progressivamente fuori mercato dai CD player da auto nonché dalla diffusione dei lettori portatili digitali, risulta invece in crescita, anche se modesta - + 5,5 % - il segmento di mercato rappresentato dai canali di distribuzione alternativi (mail order, club del disco, punti vendita non specializzati, vendite attraverso Internet) che oggi rappresenta complessivamente una quota assai significativa, 27 %, delle vendite dell’industria. Ma neppure queste cifre bastano a cambiare il volto di un anno insoddisfacente, ha ammesso il presidente e amministratore delegato della RIAA Hilary Rosen, che si dichiara tuttavia ottimista circa le possibilità di sviluppare un florido mercato legale in rete: “l’appetito nei confronti della musica resta elevato”, commenta la Rosen, “e le nostre associate si stanno attrezzando per rispondere a questa nuova richiesta”.
Dall'archivio di Rockol - I migliori album tributo del rock
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.