Concerti, F1 Rocks a Monza: il live dei Planet Funk

Concerti, F1 Rocks a Monza: il live dei Planet Funk

Dopo una quarantina di minuti di Dj set - a base di house, che ha saputo scaldare la frangia del pubblico più avvezza al dancefloor - i Planet Funk salgono sul palco alle nove meno un quarto precise: le luci si abbassano sullo stadio Brianteo e la band - in formazione più rock che in passato, con chitarra e batteria da subito in primo piano a macinare groove e riff accando a sequencer e beat elettronici - affida l'apertura del set a "Just another try", dall'album di prossima pubblicazione. Tiro deciso, con una solida base di synth a supportare l'apertura sul ritornello, il brano prepara il terreno a "It's your time", con Alex Uhlmann che non riesce ad offrire un interpretazione convincente non eccessivamente diversa dall'originale cantata da Dan Black. Alex che - l'avevano promesso, loro, una svolta più rock ed essenziale - imbraccia la chitarra per l'attacco di "Inside all the people", trasformata in prima battuta in una ballata che - dopo una manciata di secondi - recupera presto il tiro originale, pur parzialmente svuotata dalle trame sintetiche che ne caratterizzavano la versione su disco. Seguono "Another sunrise", sempre estratta da "The great shake", e la super hit "Who said (Stuck in the UK)": la band e brava ad introdurla con spigliatezza, modificando la intro per lasciare il pubblico qualche secondo nel dubbio, e brano è Uhlmann a prodursi in un'interpretazione rispettosa e prudente, rinunciando ad inseguire gli istrionismi di Black pur non facendo venire meno la giusta energia perché la resa sia all'altezza. Per ovvie ragioni (i Planet Funk l'hanno detto, prima qualche ora fa, di essere alla ricerca di una voce femminile per il prossimo tour, in partenza il prossimo ottobre), Alex si fa da parte per "Chase the sun": la parte vocale in base ed il riff di synth più presente riescono ad essere comunque efficaci, ed il pubblico non manca di mostrare entusiasmo. Sfruttando l'onda si prosegue con un'altra hit, "The switch" (l'unico episodio, forse, dove le differenze vocali tra Black e Uhlmann emergano in modo evidente), affidando la chiusura a "You remain" (introdotta dall'inevitabile omaggio rivolto agli headliner), prossimo singolo estratto da "The great shake", dove affiorano - a tratti - echi lontanamente new wave, e la tiratissima "Peak", recuperata da "The illogical consequence" del 2005.

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