Copyright musicali da 50 a 70 anni: lunedì il voto a Bruxelles

Occhi puntati su Bruxelles, dove lunedì prossimo il Consiglio dei Ministri della UE dovrebbe approvare la proposta di estendere la durata di protezione dei copyright di artisti interpreti e case discografiche dagli attuali 50 anni a 70. A far pendere la bilancia verso il sì, scrive il Financial Times, è stato il cambio di atteggiamento da parte di Paesi come la Danimarca, anche se altre nazioni restano contrarie alla modifica della norma: in primo luogo la Svezia (nel cui Parlamento siedono due rappresentanti del Pirate Party), mentre come noto anche il rapporto Gower britannico, nel 2007, concluse che l'estensione dei copyright sarebbe risultata dannosa per i consumatori.

Se, come ci si attende, i ministri daranno l'ok, una casa discografica come la EMI potrà conservare per altri vent'anni i diritti su brani come "Love me do" dei Beatles (uscito come 45 giri nel Regno Unito nell'ottobre del 1962), che nel 2012 sarebbero altrimenti diventati di dominio pubblico; la stessa norma interesserebbe immediatamente o a breve anche opere di artisti italiani di lungo corso come Adriano Celentano, Mina e Gianni Morandi.

L'industria discografica, che ha invano esercitato pressioni per portare il termine di protezione a 95 anni, tirerebbe comunque un sospiro di sollievo. "La direttiva sull'estensione dei termini garantirebbe ad artisti e produttori fonografici europei l'equo trattamento che meritano", ha dichiarato all'FT la chief executive officer dell'IFPI (International Federation of Phonographic Industry) Frances Moore. "Estendere i termini di protezione a 70 anni ridurrebbe il gap tra l'Europa e i suoi partner internazionali e creerebbe condizioni migliori per investire nei nuovi talenti".

"I cataloghi della major aumenterebbero di valore rispetto al passato", ha aggiunto l'avvocato Michael Sukin, impegnato da molti anni nella battaglia per l'estensione della durata dei diritti.

Oltre a istituire un fondo per i turnisti di studio, la nuova direttiva UE dovrebbe introdurre una clausola che dà agli artisti facoltà di richiedere indietro i master che la casa discografica non intenda pubblicare. Caso diverso da quello americano, dove la legge sul copyright del 1976 permette agli artisti di rivendicare la restituzione di tutte le matrici pubblicate dal 1978 in avanti, trascorsi 35 anni dalla data di pubblicazione originaria. ( e sempre che non venga provata la loro posizione di lavoratori subordinati, nella realizzazione dell'opera).

Dall'archivio di Rockol - I dieci migliori album del 1987
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.