Suonerie ed app non pagate, la fondazione di Elvis Presley denuncia la Arista

Suonerie ed app non pagate, la fondazione di Elvis Presley denuncia la Arista

Suonerie, download ed app che non sarebbero state pagate, e la fondazione di Elvis Presley ha denunciato, in Germania, la Arista Music. Depositando l'atto legale, i curatori del patrimonio del King, morto a Memphis nell'agosto 1977, affermano che Arista, in seguito ad un accordo del 1973, ha indebitamente sfruttato Presley lasciando al cantante e ai suoi eredi solamente una frazione dei guadagni generati dalle canzoni. Elvis Presley Enterprises chiede più di 9 milioni di dollari ad Arista per royalties non pagate più una quota di introiti fino al 2023, quando secondo le leggi tedesche il copyright scadrà. Secondo l'accordo del 1973, ha riferito Leslie Perrin dell'azienda Calunius Capital alla Reuters, la RCA Records (poi Arista) e il "Colonnello" Tom Parker (boss del cantante) acquisirono, per la somma di 5.400.000 dollari, i diritti sul back catalogue di oltre mille canzoni di Presley. I diritti dovevano essere equamente suddivisi tra Elvis e Parker. L'artista conseguentemente ricevette 10 dollari all'anno per i diritti mondiali di ciascuna canzone, somma "totalmente sproporzionata" rispetto agli incassi ottenuti da RCA dai master. La Germania, dove l'artista fece il servizio militare, genera il 10% di vendite di dischi di Elvis. Nello scorso gennaio si era registrata una vicenda dai contorni piuttosto simili, quando Elvis Presley Enterprises, società che detiene il 50 % dei diritti sulle canzoni firmate dal re del rock’n’roll e che fa capo a Lisa Marie Presley (la sua unica figlia) e a alla CKX Inc. di Robert Silverman (titolare, tra l’altro, del format televisivo American Idol), fece causa all’editore musicale Chrysalis Music reclamando l’esborso di 5 milioni di dollari a titolo di royalties non pagate.
 

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